La dieta Adamski, come funziona?

di Sara Mostaccio 1

Dimagrire mangiando è il sogno di chiunque debba o voglia mettersi a dieta ma non sopporta l’idea delle rinunce necessarie: la dieta Adamski non ne richiede nessuna perché si basa su ricerche sull’apparato digerente e sulla ricerca di una alimentazione che non provochi problemi nella digestione.

Spesso dobbiamo far fronte a disturbi direttamente legati alla digestione quali mal di pancia, pesantezza, bruciori o digestione lenta. Talvolta attribuiamo a cause diverse fastidi come l’insonnia o dolori articolari. Secondo il dottor Adamski la maggior parte di questi disturbi è da attribuire ad una cattiva digesione. Il motto della sua dieta dunque è “dimmi come digerisci e ti dirò come stai.”

Se il sistema digerente non funziona bene, infatti, il cibo non viene assimilato correttamente e insorge una serie di disturbi legati direttamente a questo malfunzionamento ma che non di rado attribuiamo a ragioni diverse, curando i sintomi anziché comprenderne le cause più recondite.

Nessun alimento, se consumato nella giusta misura, induce un malfunzionamento del sistema digerente dunque bisogna individuare quali associazioni provocano fermentazione, rallentamenti o intasamenti del tubo digerente. Nella dieta di Adamski nessun alimento è da bandire, basta prestare attenzione a come lo associamo agli altri.

La dieta si basa essenzialmente sulla suddivisione degli alimenti in due grandi categorie, cibi acidi e cibi non acidi. A partire da questa distinzione gli alimenti si associano tra loro per mantenere la digestione attiva e sana. Il segreto sta nel non associare cibi delle due categorie diverse. Quindi la pizza va bene ma bianca, la pasta si può mangiare ma senza condirla con il pomodoro.

Alla categoria dei cibi acidi appartengono per esempio frutta, miele, yogurt, melanzane, pomodori, zucca e peperoni. Nella categoria dei cibi non acidi si trovano invece carboidrati, proteine provenienti da carne, pesce e latticini, frutta secca e verdure.

Photo Credits | rangizzz / Shutterstock.com

Commenti (1)

  1. Interessante ma non ci trovo molto di nuovo. La fantasia sta per esaurirsi e si opera per riciclo di vecchi concetti proposti in vecchie proposte alimentari che hanno fatto moda nei decenni passati

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