La distribuzione del grasso corporeo nell’uomo e nella donna

di Silvana Commenta

Avrete senz’altro notato che il grasso corporeo si distribuisce in maniera diversa nell’uomo e nella donna: comunemente infatti il primo mette su la pancetta, la seconda presenta i tanti odiati cuscinetti. Per questo motivo quando il grasso si colloca a livello dell’addome si parla di dislocazione del grasso corporeo di  tipo androide mentre quando questo è localizzato su glutei, cosce e fianchi si parla di dislocazione del grasso di tipo ginoide o gluteo-femorale.

Inoltre, mentre nella donna il grasso si colloca prevalentemente nel tessuto sottocutaneo, nell’uomo si accumula a livello intraviscerale affluendo direttamente al fegato e rendendolo maggiormente predisposto all’insorgenza di malattie cardiovascolari e diabete. Se da un lato però la maggior quantità di grasso viscerale presente nel corpo di un uomo rispetto a quello di una donna costituisce un fattore di rischio più elevato per la salute, dall’altro questo viene smaltito più facilmente del grasso sottocutaneo femminile a causa della maggiore sensibilità delle cellule adipose viscerali all’azione lipolitica di adrenalina, noradrenalina (due neurotrasmettitori) e cortisolo (un ormone) i cui livelli aumentano durante il dimagrimento.

Tuttavia, il rischio di insorgenza delle patologie succitate aumenta nelle donne dopo la menopausa, quando la diminuzione degli estrogeni e l’aumento degli ormoni androgeni generano un aumento dell’accumulo di grasso addominale di tipo intraviscerale. Poichè come abbiamo visto il grado di accumulo addominale è legato ad un aumento del rischio di patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, ipertensione, ipercolesterolemia, cancro mammario ed endometriale sarebbe bene che ciascuno di noi facesse una prima valutazione dell’entità del rischio corso attraverso la misurazione della circonferenza vita (vi basterà un metro per sarti): un girovita superiore a 88 cm per le donne e 93 cm per gli uomini rappresenta un motivo sufficiente per prendere le opportune precauzioni e chiedere al proprio medico se è il caso di eseguire controlli quali glicemia, colesterolo totale ed HDL, pressione arteriosa, trigliceridi e acido urico.

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