Disturbi del comportamento alimentare, la giornata del Fiocchetto Lilla

di Redazione Commenta

Si dice spesso che nella nostra società l’immagine è tutto: certamente non è solo quella che conta ma è altrettanto vero che, per molte persone essa riveste un ruolo essenziale, soprattutto nella costruzione della propria autostima. Purtroppo per molti l’immagine diventa un problema e spesso questo malessere può sfociare in comportamenti alimentati distruttivi. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi del comportamento alimentare è nata l’associazione “Mi nutro di vita”.

“Mi nutro di vita” è un’associazione che lotta contro i disturbi del comportamento alimentare ed è nata per volere di Stefano Tavilla dopo aver visto morire la figlia Giulia a soli 17 anni a causa della bulimia; proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica su queste malattie, tra le quali anoressia e bulimia, l’associazione ha organizzato a Genova la prima giornata nazionale del fiocchetto lilla, un progetto educazione e informazioni su queste gravi malattie.

I disturbi del comportamento alimentare sono in crescita: i dati mostrano un aumento esponenziale delle malattie legate alla percezione fisica, non a caso è sono in aumento i casi di dismorfofobia, ovvero il non piacersi e il sentire il proprio corpo inadeguato: basti pensare che questi disturbi sono, in Italia, la prima causa di morte tra le ragazze di età compresa tra i 12 e i 25 anni e che ne siano colpite circa 200mila donne.

 “Mi nutro di vita” è nata con scopo ben preciso: evitare che altre persone muoiano per colpa dei disturbi del comportamento alimentare; tra le iniziative dell’associazione ci sono il Disegno di legge presentato in Parlamento per istituire la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla e diversi progetti di educazione alimentare nelle scuole per spiegare ai ragazzi i principi alla base di una corretta alimentazione. Chi lo desidera può sostenere il Disegno di legge per istituite la Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla firmando la petizione on line.

Il signor Tavilla, che è anche presidente dell’associazione, spiega di aver creato “Mi nutro di vita” per evitare che altre persone muoiano per colpa dei disturbi del comportamento alimentare:

Non può, non deve capitare ad altri. La morte di mia figlia deve servire a tutte le persone e le famiglie che vivono un dramma di questo genere. Il dramma di vedere chi ami che piano piano si spegne, non ride più, non mangia o vomita. Non accetta di farsi curare e a te resta la sensazione di non aver fatto abbastanza. Lei non ce l’ha fatta, ma non ci devono essere altri figli che muoiono quando potevano essere salvati.

 

[Fonte]

 

Photo Credit | Thinkstock

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