Dieta zero grano, cosa mangiare e cosa no

di Sara Mostaccio Commenta

Wheat Belly è il titolo del libro di William Davis che in Italia è stato chiamato La dieta zero grano e che promette di riuscire ad eliminare efficacemente e senza danni ogni farinaceo dall’alimentazione quotidiana.

La dieta zero grano nasce nel 2011 ma si sta diffondendo lentamente anche per via del fatto che la nostra alimentazione tradizionale è fondata sui cereali da tempo immemore e non poco scetticismo è sorto nei confronti di un regime alimentare che invece se ne priva completamente.

Secondo Davis l’eccesso nel consumo di farinacei innalza l’indice glicemico, aumenta il rischio di patologie cardiovascolari, influisce sulla formazione del grasso, specialmente addominale, da cui deriva la definizione “pancia da grano” del titolo in inglese.

Per contrastare questi effetti, sostiene l’ideatore della dieta, è necessario rinunciare completamente al grano che è stato eccessivamente manipolato nel corso dei secoli diventando qualcosa di molto diverso dal prodotto naturale di una volta.

A questa scelta di eliminare i farinacei dalla dieta contribuisce anche il circuito di dipendenza da carboidrati che si instaura quando ne abusiamo, con il risultato di ingrassare o non riuscire a dimagrire e di sentirci spesso preda di un inspiegabile torpore.

Davis dunque sostiene con forza la necessità di rinunciare al grano per spezzare il circolo vizioso della dipendenza ed eliminare scarsa concentrazione, affaticamento e irritabilità procurati dalla mancanza di carboidrati.

Ma è sana un’eliminazione così drastica? Secondo Davis sì, perché rinunciare a questi alimenti non comporta carenze nutrizionali. Vediamo dunque cosa si può mangiare e cosa no secondo il regime alimentare zero grano.

Vanno eliminati tutti i farinacei, non solo frumento e derivati ma anche farina e amido di mais, bulgur, kamut, orzo e cous cous, gallette e patatine, torte e crostate, pasticcini, gelati, patate, legumi, succhi di frutta e frutta secca, bibite. Si possono introdurre con moderazione quinoa, miglio, grano saraceno, riso e riso selvatico. Vanno eliminati i fritti, i dolcificanti con fruttosio, tutte le conserve e le salse zuccherate.

Si possono invece consumare senza problemi verdure, noci e frutta a guscio, ogni tipo di olio, carni, latticini, uova e alcuni tipi di frutta come i frutti rossi. No a frutta secca come fichi e datteri, sì ma con moderazione a banane, mango, ananas e papaya. Tra i condimenti si possono utilizzare mostarde, maionese, aceto, salsa di soia e salse piccanti.

Photo | Thinkstock

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