Binge Drinking in crescita tra i giovanissimi

di Claudia Commenta

 Gli ultimi dati ISTAT parlano chiaro, in Italia nell’anno 2010 la percentuale di persone che consumano alcool sta andando verso una differenziazione in termini di consumo (consumo giornaliero o consumo sporadico), tipologia di alcolici (vino, birra, superalcolici) ed età. I dati raccolti e presentati in questi giorni, rilevano che rispetto all’anno 2009 si registra un abbassamento di consumatori giornalieri  e un aumento dei consumatori occasionali. 

Per consumatori giornalieri di alcol si intende quelle persone che consumano quantità di alcol ogni giorno mentre il consumatore occasionale beve raramente e solo in alcune situazioni occasionali. Esiste una tipologia di bevitore, osservato negli ultimi anni nella popolazione di giovanissimi, che rientra all’interno di una categoria specifica: il Binge Drinking. Secondo i dati ISTAT, nel 2010, i giovani di età compresa tra i 18 e i 25 anni di età, che hanno presentato questo comportamento disfunzionale sono stati circa 116.000. 

Questi episodi possono essere descritti come tendenza compulsiva a consumare alcool con lo specifico obiettivo di ubriacarsi. Rientrano all’interno di questa situazione problematica comportamenti quali il bere velocemente una gran quantità di alcol, concentrare il consumo di alcool in un’unica occasione (in genere si presenta durante il week-end) e bere fino a stare male. Il Binge Drinking, segno di un disagio giovanile molto profondo, conduce spesso il giovane ad intraprendere il tunnel dell’alcolismo e allo sviluppo di tutte le patologie da consumo di alcool

Come spiega il Dott. Emanuele Scafato, Presidente dell’Associazione Nazionale di Alcologia, nell’organismo dei giovani non essendo ancora presenti importanti enzimi epatici deputati alla scissione dell’etanolo (sostanza contenuta nell’alcool), il consumo di alcool in età giovanile è estremamente rischioso perchè l’etanolo, non potendo essere trasformato in sostanze maggiormente tollerabili per il corpo, diventerebbe un’arma micidiale che attacca tutto il corpo e in particolare fegato e cervello. 

Il consumo e soprattutto l’abuso dell’alcool creerebbe tra i giovani in crescita dei terribili danni permanenti al cervello e in misura maggiore alla zona del cervello denominata ippocampo, parte coinvolta in funzioni quali la memoria a lungo termine e la coordinazione spaziale.

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