Bere acqua fa bene al cervello e migliora le prestazioni cognitive

di Daniela Commenta

L’importanza dell’acqua per l’organismo è ormai nota: medici e nutrizionisti raccomandano di bere molto sia d’estate che d’inverno in modo da mantenere idratati organi e tessuti, ma non solo: secondo una recente ricerca condotta in Inghilterra, bere acqua aiuterebbe il cervello nelle sue prestazioni cognitive.

L’acqua è da sempre considerata la bevanda migliore per dissetarsi e per idratare l’organismo requisito, quest’ultimo, indispensabile per mantenersi in salute; inoltre bere acqua è anche il miglior modo per contrastare la ritenzione idrica, una delle principali cause della cellulite. A tutti questi benefici se ne aggiunge un altro molto importante: bere acqua aiuta il cervello nelle sue prestazioni cognitive, soprattutto in quelle che richiedono una veloce reazione.

A sostenerlo è una ricerca condotta dai ricercatori della School of Psychology della University of East London che hanno registrato le risposte di 34 volontari che non avevano né bevuto né mangiato per una notte, oltre a proporre loro esercizi di attenzione e di memoria e associarli ai tempi di reazione.

Agli stessi pazienti sono stati in seguito somministrata un’alimentazione a base di una sola barretta di cereali e poi una barretta e 775 ml d’acqua e poi sottoposti alle medesime prove; dai risultati, pubblicati sulla rivista scientifica “Frontiers in Human Neuroscience”, è emerso quanto sia importante bere per il benessere dell’organismo. Quando i pazienti avevano bevuto acqua i loro tempi di reazione erano maggiori del 14 per cento, soprattutto in coloro che avevano manifestato la sete.

Secondo gli scienziati l’avere sete distrae il cervello dai compiti che gli si chiede di svolgere; ciò è spiegato dagli esperti in questo modo:

Potrebbe essere che i processi fisiologici influiscano sulle prestazioni nei diversi compiti in modi altrettanto diversi. La sete potrebbe portare a una migliore performance su alcuni compiti, perché l’ormone vasopressina, che attiva la risposta della sete, è anche legato all’attenzione e all’eccitazione.

 

[Fonte]

 

Photo Credit | Thinkstock

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