Aglio: tutte le sue qualità benefiche

di Daniela 2

Tutti noi siamo comunemente abituati ad usare l’aglio in cucina per dare più sapore ad alcuni piatti, ma forse non tutti sanno che è una delle piante medicinali dalle proprietà salutari più efficaci. Questo bulbo è uno dei rimedi più antichi e diffusi nella medicina popolare, le sue proprietà hanno dato vita a miti e leggende.

I composti solforati sono responsabili della formazione del suo tipico odore, in particolare l’allicina, una sostanza che viene liberata quando l’aglio è “danneggiato”, cioè durante la masticazione, il taglio o la spremitura: ecco spiegato il motivo per cui gli spicchi interi non hanno odore.

Tra le numerose qualità dell’aglio c’è quella di donare alla pelle un aspetto sano e di favorire la crescita dei capelli, grazie alla presenza dell’acido fitinico, che da un lato lega le sostanze minerali e dall’altro può essere trasformato in una sostanza simile alle vitamine che stimola la crescita. L’aglio rafforza il sistema immunitario e agisce come battericida su tutto l’organismo; è, inoltre, un potente vermicida e regolatore della pressione, riduce il rischio di sclerosi delle arterie, previene l’aggregazione delle piastrine e regolarizza il tasso di colesterolo e di trigliceridi nel sangue.

L’aglio è un valido antibiotico da usare nei casi in cui la flora batterica intestinale sia alterata da cure precedenti: a differenza degli antibiotici di sintesi, mentre si occupa di batteri patogeni, non solo non attacca la flora batterica, ma ne favorisce addirittura il ripristino.

Questa pianta è un ottimo rimedio contro meteorismo, diarrea e crampi intestinali, ma non solo: agisce sull’helicobacter pylori, il batterio in parte responsabile dell’ulcera gastrica e dello sviluppo di forme tumorali allo stomaco, stimola lo smaltimento della bile e favorisce la digestione riducendo la formazione di gas nel tratto intestinale

L’aglio perde molte delle sue proprietà antibiotiche e curative durante la cottura, evitate quindi di sottoporlo a temperature troppo elevate e a cotture prolungate, e quando possibile, consumatelo crudo.

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