Obesità, più passano gli anni più aumentano i rischi per la salute

L’obesità è sempre più la piaga del nostro tempo: non è solo un problema estetico come molti tendono ancora a pensare, è soprattutto un rischio reale per la salute, soprattutto a livello cardiovascolare. Un recente studio effettuale dall’Associazione Internazionale di Epidemiologia ha quantificato il danno che subisce la salute di una persona obesa per ogni anno che passa.

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Embolizzazione di arterie dello stomaco, una nuova tecnica per dimagrire?

Chiudere le arterie dello stomaco per combattere l’obesità: è la soluzione proposta in seguito ai risultati di uno studio presentati in occasione della Society of Interventional Radiology. Una premessa però è d’obbligo: la ricerca è stata condotta sugli animali ed è prematuro considerarla una soluzione applicabile anche sull’uomo, anche se i ricercatori sono ottimisti: in breve tempo sarà possibile curare l’obesità con una proceduta mininvasiva che elimina la produzione di grelina, l’ormone della fame.

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Perdere peso: in compagnia ci si riesce meglio

Il modo migliore per perdere peso? Perseguire l’obiettivo in compagnia, meglio se con persone che vogliono ottenere lo stesso. Questa è, in sintesi, la scoperta di un team di ricercatori del Miriam Hospital Weight Control and Diabetes Research Center e del Warren Alpert Medical School della  Brown University negli Stati Uniti e il motivo è molto semplice: un gruppo con uno stesso obiettivo è in grado di creare un positivo effetto a catena.

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Obesità, identificate le cellule staminali del tessuto adiposo

L’obesità è uno dei mali della società moderna e per questo scienziati e studiosi sono sempre alla ricerca di possibili rimedi contro questa malattia. Un punto importante nella lotta all’obesità è stato messo a segno grazie alla ricerche condotte dall’equipe guidata dal Professor Saverio Cinti dell’Università Politecnica delle Marche, che ha scoperto come le cellule endoteliali possano essere considerate una specie di serbatoio di scorta delle cellule staminali adipose.

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Obesità dietoresistente, quando la dieta è inutile

Dimagrire non è sempre una cosa facile. In realtà non lo è mai, ma ci sono persone che proprio non riescono a perdere neanche un chilo. Per fortuna è una cosa rara ed è un disturbo definito come obesità dietoresistente. Nel termine c’è già il significato perché indica persone gravemente in sovrappeso, resistenti alle diete dimagranti.

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Record europeo di bambini obesi per l’Italia

La bandiera della dieta Mediterranea è solo esclusivamente un simbolo che sventola alto sul nostro Paese, perché poi nei fatti, l’Italia deve fare i conti con un triste primato: ha il numero maggiore in Europa di bambini obesi. Abbiamo toccato quota 36%, secondo Istituto auxologico di Milano, ed è davvero tantissimo perché ormai più di un bimbo su tre ha problemi gravi di peso, già in tenera età (8 anni).

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Nutrizione enterale chetogena per il dimagrimento, l’intervista

La nutrizione enterale chetogena come metodo di dimagrimento gode, da un po’ di tempo a questa parte, di crescente popolarità. Non a caso riceviamo sempre più spesso sollecitazioni in proposito dai nostri lettori, i quali ci chiedono, tra l’altro, se la NEC è efficace, se è sicura, come si svolge e se vi sono controindicazioni. Per rispondere a queste, ed altre, domande sulla nutrizione enterale proteica, abbiamo intervistato per voi il dottor Gaetano Avola, responsabile U.O.C. Chirurgia presso l’Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo.

Dottor Avola, ci spieghi cos’è la nutrizione enterale chetogena

La nutrizione enterale chetogena, o nutrizione enterale lipolitica domiciliare, è un sistema di alimentazione basato sulla somministrazione di proteine. E’ noto che con le diete ipocaloriche l’organismo, per soddisfare le proprie necessità energetiche, deve ricorrere ai depositi di grassi (localizzati su fianchi addome ecc.) e proteine (che si trovano nei muscoli); l’efficacia di questo metodo è data dal fatto che la soppressione dei carboidrati e la somministrazione delle proteine consente all’organismo di non aggredire i depositi di queste ultime, e quindi i muscoli, mentre la perdita di peso è esclusivamente a carico della massa grassa.

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Obesità e grasso corporeo si combattono con il Sterculic oil

Avete desiderio di tornare in forma, soprattutto perché è iniziato il conto alla rovescia alla prova costume. Per combattere il grasso corporeo e proteggere dai problemi legati all’obesità c’è un nuovo prodotto: si tratta di un olio particolare, estratto dalla Sterculia foetida, una pianta che proviene dall’America tropicale e sembra essere miracolosa soprattutto nel ridurre il grasso addominale, la classica pancetta. A sostenerlo sono i ricercatori dell’Università del Missouri.

Quest’olio è stato chiamato Sterculic oil e contiene acidi grassi che possono, tra le tante cose, inibire l’azione di un enzima associato alla resistenza all’insulina. Insomma, potrebbe essere la base di un nuovo integratore. Ne hanno parlato durante un importante convegno a Keystone in Colorado, il Diabetes, Insulin Resistance and Metabolic Dysfunction Symposium.

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La bilancia anti-stress per non ingrassare

Non è novità che lo stress faccia ingrassare. Purtroppo l’ansia e il nervosismo agiscono sullo stimolo della fame favorendo i comportamenti alimentari disordinati. Ecco allora che arriva una speciale ‘bilancia‘, in grado di segnalare che si sta superando il livello di guardia. Si tratta di un modello scientifico, illustrato in occasione dell’Obesity Day, la via domani in 200 centri specializzati in tutta Italia affinchè le persone con problemi di peso o con bambini a rischio obesità possano prendere contatto con gli esperti del settore.

Lo stress, prima di essere un fattore di rischio per la salute, è una risorsa per l’uomo e diventa un guaio solo quando è eccessivo o cronico. La bilancia dello stress non è un oggetto, non aspettiamoci quindi una classica pesa, ma un modello scientifico che consente al medico e allo psicologo di misurare, quindi di pesare, lo stress di ogni singolo individuo. Invece dell’ago che indica i numeri, ci sono test che esprimono valutazioni cliniche.

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Lo spuntino di metà mattina, una nuova abitudine per gli italiani

Secondo il rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani, lo spuntino è diventato un appuntamento irrinunciabile per due italiani su tre: il 62,3% di essi infatti si concede sempre una pausa per lo spuntino alla mattina, tra la colazione e il pranzo, mentre il 63,8% preferisce rimandarlo al pomeriggio (in questo caso si chiama merenda) per non arrivare troppo affamato a cena. Un buon 52,2% invece si ferma per mangiare qualcosa sia alla mattina che al pomeriggio.

Gli amanti dello spuntino sono soprattutto donne, giovani, single e residenti al Sud e nelle isole. Tra gli alimenti più gettonati troviamo: frutta e yogurt (molto bene), cracker, cornetti, brioche e merendine (un po’ meno bene). Sembra quindi che gli italiani abbiano fatto ampio spazio a questa nuova abitudine alimentare adeguandosi sostanzialmente all’indicazione della stragrande maggioranza dei nutrizionisti di consumare cinque pasti bilanciati al giorno.

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I diversi tipi di obesità

L’obesità viene classificata a seconda della sua origine (essenziale o endocrina) e della distribuzione del grasso a livello corporeo (androide o ginoide).

Obesità essenziale

L’obesità essenziale, detta anche ipertrofica o iperpalstica, è la tipologia più frequente di obesità. E’ caratterizzata dall’aumento del volume delle cellule adipose a causa dello squilibrio fra il reale fabbisogno energetico della persona e l’introito calorico giornaliero. Tipicamente insorge durante l’infanzia ma può manifestarsi in età adulta a causa di stress emotivi.

Obesità endocrina

L’obesità endocrina segue all’insorgenza di patologie che alterano il funzionamento ghiandolare, ovvero le cosiddette endocrinopatie come la sindrome di Cushing, l’ipotiroidismo, il diabete, la policistosi ovarica, le lesioni ipotalamo-ipofisarie ma può essere determinata anche dall’assunzione di alcuni farmaci come i cortisonici.

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Giornata Mondiale dell’Omeopatia, una cura alternativa

Il 10 Aprile è la Giornata Mondiale dell’Omeopatia. In tutto il mondo si festeggia Samuel Hahnemann, il fondatore della medicina omeopatica . Per l’anniversario del 2010, la FIAMO, Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati, aderisce insieme alle associazioni europee, all’iniziativa e lancia in venti città italiane la sua campagna di informazione e di raccolta fondi per le iniziative umanitarie, come l’ambulatorio gratuito all’Aquila, e per la ricerca in medicina omeopatica, con la quale si sono curati già quasi dieci milioni di italiani negli ultimi due anni.

La FIAMO promuove la Giornata dell’Omeopatia, con una serie di manifestazioni che coinvolgono venti città italiane (Torino, Milano, Bergamo, Verona, Trieste, Trento, Modena, Bologna, Genova, Firenze, Lanciano, L’Aquila, Roma, Cagliari, Terni, Perugia, Napoli, Barletta, Reggio Calabria, Palermo, Catania), nelle cui piazze sono presenti Gazebo per fornire informazioni, distribuire materiale informativo, fra cui la rivista gratuita per i pazienti Il Granulo e notizie sull’attività della FIAMO. In ognuna delle venti città si svolgono eventi, conferenze, presentazioni di libri sull’omeopatia, convegni con la partecipazione di pazienti e medici omeopati.

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Obesità, adesso si cura con un tubicino nel naso

Si chiama nutrizione enterale chetogena (Nec) ed è il nuovo metodo per combattere l’obesità messo a punto presso il Servizio di Nutrizione Clinica del Policlinico di Roma dal dottor Gianfranco Cappello, docente di chirurgia generale alla Sapienza e nutrizionista. Il metodo consiste nell’applicazione al paziente di un sondino nasogastrico collegato a una sacca contenente una soluzione a base di proteine che vengono trasportate nello stomaco e sostituiscono l’alimentazione abituale. Nessun cibo dovrà dunque essere ingerito dal paziente durante il trattamento, che dura dieci giorni, fatta eccezione per liquidi quali tè, acqua e caffè, rigorosamente senza zucchero.

Il risultato? Un dimagrimento significativo in pochi giorni, anche in quei soggetti che non sono mai riusciti a perdere peso seguendo le tradizionali diete ipocaloriche, con il 50% dei pazienti trattati, secondo quanto riferito dallo stesso dottor Cappello, che riesce a mantenere il peso a distanza di un anno. La perdita di peso è dovuta alla chetogenesi, un processo che avviene nell’organismo quando viene privato degli zuccheri e si trova costretto a bruciare i grassi di riserva, dettaglio questo che non ha mancato di destare lo scetticismo di alcuni esperti.

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Dimagrire. Siete disposti a tutto pur di riuscirci?

Disposti a tutto pur di dimagrire. Deve essere senz’altro così per i pazienti del chirurgo plastico californiano Nikolas Chugay che si sono fatti impiantare una maglia di polietilene all’interno della lingua per raggiungere il tanto agognato traguardo. Sembra infatti che  questo tipo di impianto, simile a un cerotto, entrando in contatto con cibi solidi, provochi una sensazione di fastidio tale durante il pasto da indurre la persona  a mangiare esclusivamente cibi liquidi e semisolidi. Il risultato? 750 calorie in meno al giorno.

Come spiega Chugay

La miniplacca ha la funzione di un interruttore; mangiare cibi solidi diventa un’operazione scomoda e questo porta le persone a dire: da oggi solo zuppe e liquidi

Dallo scorso settembre ad oggi sono 35 le persone sottoposte all’intervento che hanno perso mediamente 10 chili a testa; tutti soggetti, spiega ancora il chirurgo, che avevano già tentato ogni tipo di dieta senza alcun successo e per le quali il cibo era una sorta di droga.

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Obesità infantile, l’esempio dei genitori è fondamentale

L’obesità infantile colpisce in Italia un bambino su quattro; mentre sono piuttosto rari i casi di obesità dovuti ad alterazioni ormonali quali ipotiroidismo o disfunzioni surrenali, tra le cause più diffuse di questa patologia troviamo fattori quali una cattiva alimentazione, una ridotta attività fisica e determinanti di tipo genetico/familiare.

D’altra parte l’obesità può essere considerata un problema in cui elementi di natura ereditaria interagiscono con fattori di tipo ambientale e, secondo un’indagine condotta dall’ISTAT qualche anno fa, circa il 25% dei bambini ed adolescenti in sovrappeso ha un genitore a propria volta obeso o in sovrappeso, mentre il 34% di essi ha entrambi i genitori nella medesima condizione.

Proprio questo dato ci aiuta a comprendere come, in assenza di patologie che possono causare l’insorgenza di obesità e sovrappeso, l’educazione alimentare impartita in primo luogo dai genitori sia fondamentale per combattere quella che si configura sempre più chiaramente come un’emergenza sanitaria mondiale.

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Obesità, conoscerla, curarla

L’obesità può essere definita come una patologia cronica caratterizzata dalla presenza eccessiva di massa grassa nel corpo. Si definisce quindi obeso una persona il cui tessuto adiposo sia in eccesso e che presenti un indice di massa corporeo superiore a 30. L’obesità rappresenta un fattore di rischio per la salute poichè espone, soprattutto se di tipo addominale, al rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tipi di cancro (colon-rettale, renale, della colecisti, endometriale e della mammella dopo la menopausa), difficoltà respiratorie e osteoartriti e risulta anche correlata con irregolarità mestruali, fegato grasso, aumento del rischio chirurgico, ipercolesterolemia.

In Italia si stima che una persona su dieci sia in sovrappeso e che l’incidenza dell’obesità sia in vertiginoso aumento tanto fra gli adulti, quanto fra i bambini. A diventare obesi sono soprattutto gli uomini e le persone appartenenti a fasce sociali e culturali più svantaggiate.

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