La bilancia anti-stress per non ingrassare

di Mariposa Commenta

Non è novità che lo stress faccia ingrassare. Purtroppo l’ansia e il nervosismo agiscono sullo stimolo della fame favorendo i comportamenti alimentari disordinati. Ecco allora che arriva una speciale ‘bilancia‘, in grado di segnalare che si sta superando il livello di guardia. Si tratta di un modello scientifico, illustrato in occasione dell’Obesity Day, la via domani in 200 centri specializzati in tutta Italia affinchè le persone con problemi di peso o con bambini a rischio obesità possano prendere contatto con gli esperti del settore.

Lo stress, prima di essere un fattore di rischio per la salute, è una risorsa per l’uomo e diventa un guaio solo quando è eccessivo o cronico. La bilancia dello stress non è un oggetto, non aspettiamoci quindi una classica pesa, ma un modello scientifico che consente al medico e allo psicologo di misurare, quindi di pesare, lo stress di ogni singolo individuo. Invece dell’ago che indica i numeri, ci sono test che esprimono valutazioni cliniche.

David Lazzari, presidente della Società italiana di psiconeuroendocrinoimmunologia e responsabile del Servizio di psicologia dell’Azienda ospedaliera S.Maria di Terni spiega la situazione:

Bisogna studiare le possibilità di cambiamento, cioè imparare a comportarci in modo da non ingrassare. Lo stress e le emozioni negative, se eccessive e croniche, innescano una serie di processi negativi a livello biologico e psicologico che aprono una serie di strade verso l’obesità. L’interazione mente-cervello-corpo, l’assunzione e l’assimilazione del cibo si modificano. Quando viviamo uno stress cronico si verificano modificazioni a livello dei circuiti cerebrali, tra i quali quelli che regolano la fame e la sazietà.

Bisogna poi considerare un altro importante fattore: un’ iperattivazione del sistema simpatico è l’anticamera dell’obesità. Lormone dello stress, infatti, stimola la fame e, nel tempo, favorisce l’accumulo di grasso e l’iperinsulinismo. Inoltre lo stress favorisce la sedentarietà e la depressione, fattori che certo non sono d’aiuto in una situazione già rischiosa.

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