Obesità, identificate le cellule staminali del tessuto adiposo

di Daniela Commenta

L’obesità è uno dei mali della società moderna e per questo scienziati e studiosi sono sempre alla ricerca di possibili rimedi contro questa malattia. Un punto importante nella lotta all’obesità è stato messo a segno grazie alla ricerche condotte dall’equipe guidata dal Professor Saverio Cinti dell’Università Politecnica delle Marche, che ha scoperto come le cellule endoteliali possano essere considerate una specie di serbatoio di scorta delle cellule staminali adipose.

La scoperta, frutto di anni di studio, è stata pubblicata sulla rivista specializzata Cell Metabolism e ha identificato in particolari cellule endoteliali, ovvero quelle che rivestano internamente gli organi, le staminali dalle quali provengono tali cellule. Essenziale ai fini della scoperta è che queste staminali, che negli adulti si trovano alla base del collo, possono dare luogo alle cellule adipose brune, fino ad oggi considerate presenti nei neonati e negli animali che vanno in letargo e solo in bassa quantità negli adulti.

Spiegano infatti, i ricercatori:

Da decenni tutti gli esperti del tessuto adiposo cercavano di individuare l’identità della cellula staminale adiposa senza successo. Noi per primi abbiamo ottenuto questo storico risultato che evidenzia come la cellula endoteliale sia in realtà il “serbatoio vivente” delle cellule staminali adipose.

Le cellule brune sono “cellule adipose buone”: il loro contenuto è più disponibile, sono più vascolarizzate e possiedono la funzione di proteggere dal freddo; al contrario, le cellule adipose bianche, sono quelle responsabili dell’obesità e si formano quando si prende peso; alla luce della scoperta del Professor Cinti e del suo staff, aumentando le cellule brune negli adulti si potrebbe ristabilire un equilibrio interno all’organismo e quindi curare l’obesità.

Naturalmente, la scoperta del Professor Cinti deve essere sottoposta ad ulteriori sperimentazioni, soprattutto per capire se sarà possibile creare del tessuto bruno da inserire in modo da combattere l’obesità e se si potrà procedere a trapianti di cellule brune con scopi curativi, ma di sicuro apre importanti possibilità nella lotta ad una malattia sempre più dilagante.

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