Educazione alimentare, prima arma contro l’obesità

di Redazione

Quando negli anni ’60 il miracolo economico portò la televisione nelle nostre case e le automobili nelle nostre strade, il problema dell’obesità infantile riguardava solo il 6% della popolazione. Con il diffondersi lento ma inarrestabile di modelli alimentari e stili di vita ispirati a quelli provenienti da oltreoceano tale percentuale è giunta nel 2000 al 25% e si aggira attualmente intorno al 30-35%.

Un’ascesa preoccupante che rende i bambini italiani fra i più obesi in Europa e che li candida a un futuro difficile date, da un lato l’elevata percentuale di insuccessi del trattamento dell’obesità in età adulta, dall’altro le complicanze legate a questa condizione che può essere considerata già di per sè uno stato di patologia.

Infatti una volta che nell’organismo si sono instaurate anomalie delle cellule adipose dovute ad iperalimentazione come l’aumento del loro numero (iperplasia) e del loro volume (ipertrofia) è piuttosto difficile “neutralizzarle” con la conseguenza che un bambino obeso rimarrà predisposto all’obesità, o resterà obeso, per tutto l’arco della vita con una notevole riduzione della qualità e dell’aspettativa di vita stessa.

Per questo motivo gli esperti sono concordi nel ritenere che la strategia migliore contro l’obesità sia rappresentata da una corretta educazione alimentare impartita al bambino sin dalla primissima infanzia, ovvero sin dall’epoca dello svezzamento quando è la madre, o comunque la figura di accudimento primaria, a dare al piccolo il cosiddetto imprinting gustativo che ne orienterà per sempre le scelte alimentari.

Occorre quindi che i genitori scelgano per i propri figli esclusivamente cibi sani preparati secondo metodi di cottura leggeri, che dicano no al consumo abituale di snack, merendine e bibite e, soprattutto si sforzino di impedire l’instaurarsi di pessime abitudini come quella di mangiare davanti alla tv.

E’ fondamentale anche che i bambini vengano portati più spesso a correre e giocare all’aria aperta piuttosto che lasciarli trascorrere tutto il proprio tempo libero davanti al pc; di sicuro anche mamma è papà ne avranno un grande beneficio.