Olio di cocco, le proprietà benefiche per la salute e la bellezza del corpo

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Il cocco è un frutto molto importante per la bellezza e la salute del corpo e da cui si estrae un olio interessante e nutriente. L’olio di cocco si ottiene dalla pressatura della polpa essiccata, la copra, e contiene il 65 percento di grassi. Questo prodotto si può trovare in commercio sia in versione liquida, ed è adatto per le fritture, sia solido e in questo caso si utilizza come base per la realizzazione di alimenti simili alla margarina. Inoltre, si può acquistare in purezza da applicare sul corpo o all’interno di cosmetici già confezionati

Le proprietà dell’Olio di Cocco

Questa sostanza è estremamente ricca di acidi grassi saturi a media catena, ma non risulta essere un pericolo per l’innalzamento dei valori del colesterolo, perché scarseggia in acidi grassi a lunga catena, come il palmitico, spesso contenuto nel burro, nel formaggio, nel latte e nella carne. Si può quindi definire un olio vegetale, di qualità inferiore rispetto al comune olio d’oliva. È molto calorico perché contiene circa 900 calorie per 100 grammi di prodotto ed è ricco anche di acido laurico (in media il 51%), questa sostanza protegge dalle infezioni di carattere virali o batteriche (candida, herpes, influenza, ecc). Contiene poi antiossidanti, che ne garantiscono un’azione antitumorale e la prevenzione dell’artrite. Favorisce inoltre la perdita di peso e migliora la digestione. Come abbiamo accennato prima si può usare per cucinare: è adatto per la frittura, ma il consiglio – per sfruttarne pienamente tutte le proprietà – è l’utilizzo a crudo (massimo 8 cucchiaini al giorno). Tra le altre cose, è ben tollerato durante la gravidanza e l’allattamento.

Olio di Cocco per la bellezza

In Italia si utilizza poco l’Olio di Cocco a fine alimentare, è più facile trovarlo applicato in cosmetica. È, infatti, alla base di molte creme, maschere e unguenti perché veramente idratante. È perfetto per mantenere la pelle tonica ed elastica, per prevenire le rughe e le smagliature. È utile per confezionare anche latti grassi e saponi, sia per detergere la pelle sia i capelli, che divengono subito più setosi e lucidi. Ma c’è di più. Essendo un antivirale, è sfruttato anche per la cura delle dermatiti o di eventuali irritazioni. Si può utilizzare anche in purezza: applicato con un batuffolo di cotone previene le screpolature sulle labbra, aiuta a rimuovere il makeup, oppure si può impiegare per un massaggio rilassante, magari prima di un bel bagno. Inoltre, accelera il processo di guarigione di lividi e ferite, favorendo la riparazione dei tessuti danneggiati.

Olio di cocco vs Alzheimer

Secondo gli esperti, l’olio di cocco è in grado di guarire e prevenire numerose malattie, come il diabete o quelle cardiocircolatorie, alcuni sostengono che sia una manna contro l’ Alzheimer. Ma è veramente così? Per rispondere a questa domanda l’Università della California a Berkeley ha pubblicato un articolo sul suo giornale interno nel quale si riporta la teoria della dottoressa Mary Newport, elaborata nel suo libro “Alzheimer’s Disease: What If There Was a Cure?”. Il medico sostiene che la malattia si potrebbe curare attraverso l’olio e senza l’utilizzo di farmaci costosi. La donna, molto motivata, era alla ricerca di una cura per il marito malato di Alzheimer e durante l’elaborazione dei suoi studi ha preso in considerazione anche la dieta chetonica, che prevede un’alimentazione ricca di grassi e proteine, ma povera di carboidrati, in grado di aumentare i chetoni (una sorta di ripartizione dei grassi). Si è però accorta che non le servivano dei grassi qualsiasi, ma quelli saturi a media catena, di cui l’olio di cocco è ricchissimo, e che il fegato riesce a convertire in chetoni, che sono in grado di fornire energia senza la presenza di insulina. Secondo l’esperta, i chetoni potrebbero essere fondamentali per le cellule cerebrali, che a causa dell’Alzheimer non sono in grado di utilizzare il glucosio e hanno bisogno di una fonte alternativa. La somministrazione di Olio di Cocco al marito ha verificato la regressione della malattia. Ovviamente molti esperti sono scettici, perché sostengono che l’Alzheimer abbia un decorso variabile da persona a persona e che non si possa dire che l’olio ne sia responsabile.

Photo Credit| ThinkStock

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