Germogli contro la ritenzione idrica

di Redazione

Ricchi di sali, enzimi e clorofilla liberano i tessuti dall’eccesso di liquidi, sbloccano l’intestino e ti fanno sentire subito sazia. Con il termine germogli si intendono i cereali, i legumi le piante e i semi oleaginosi che hanno subito la germogliazione. Tutti i vege­tali germogliati contengono un potenziale nutritivo straordinario e una carica di energia considere­vole. In effetti in questi piccoli ma potenti alimen­ti è presente un concentrato di vitamine, oligoele­menti, minerali, enzimi e clorofilla, uno dei più importanti riarttivatori metabolici.

La piccola pianta che inizia a germogliare è infatti un embrione che contiene tutta la forza e il poten­ziale vitale della futura pianta. Per questo ogni sin­golo seme racchiude una grande quantità di ener­gia, che si libera attraverso il processo della germi­nazione e che il nostro organismo può assimilare gustando i germogli sotto forma di insalata. I germogli sono più digeribili delle normali insalate: grazie alla crino­gliazione i carboidrati presenti, come l’amido, sono parzialmente trasformati in maltosio, che conferisce ai germogli un sapore un po’ dolcia­stro; le proteine vengono scisse in aminoacidi pronti per essere assimila­ti e vi è anche una migliore assimila­zione di sali minerali e oligoelementi, che possono esplicare meglio la loro azione depurativa.

In pratica, mangiando germogli, è come se il  lavoro di digestione venisse in parte già contituato, ancora prima di mettere il boccone in bocca. Ormai esistono in commercio i germogli già pronti per essere consumati, sia nei negozi di prodotti biologici che al supermarket, ma si possono ottenere i germogli facilmente anche in casa. Occorre mettere a bagno i semi in una ciotola piena di acqua fredda per una notte. Il contenitore va tenuto al buio, in un ambiente ventilato e non troppo caldo. La mattina dopo si cambia l’acqua e poi si lasciano i germogli un giorno intero in un piatto fondo, protetti dalla luce, per esempio coprendoli con un panno di cotone. Il giorno dopo li si sciacqua e, così inumiditi, li si lascia ancora una giornata nell’oscurità.

L’operazione di risciacquo andrà ripetuta per 3 o 4 giorni, a seconda del seme scelto, finché i germogli inizieranno ad apparire. Per un consumo regolare di germogli freschi, è bene munirsi di un germogliatone: può essere in ceramica, composto da più cestelli forati e sovrapponibili che consentono di ottenere molti germogli con un buon drenaggio dell’acqua e un’ottima circolazione dell’aria, oppure elettrico con contenitore in plastica. Quest’ultimo è dotato di un sistema che garantisce una costante erogazione di acqua. I germogli ottenuti in casa possono essere bianchi, se sono cresciuti al buio, o verdi (quindi più ricchi di clorofilla), se dopo la germinazione vengono lasciati un po’ alla luce: i germogli verdi sono da preferire, se il metabolismo è lento.

Devono fare attenzione all’uso eccessivo dei germogli tutti coloro che soffrono di colite e/o di sindrome del colon irritabile. L’alta quantità di fibre può infatti fare aumentare il transito intestinale e irritare la mucosa digestiva. Nel dubbio, quindi, meglio iniziare con  piccole porzioni e proseguire rispettando le reazioni del proprio corpo. Durante il periodo della germogliazione, si mette in atto un processo che rende pìù attivi i nutrienti dei germogli, perché:

  •  il numero di vitamine aumenta in modo considerevole, con un effetto depurativo;
  • le vitamine si legano agli oligoelementi e agli enzimi,  diventando più biodisponíbíii e rivitalizzanti;
  •  le proteine aumentano in quantità, e migliora il loro potere rassodante.