Dieta Watson per accelerare il metabolismo con gli alimenti

di Redazione

È diffusa la convinzione che per dimagrire basti ridurre l’apporto calorico dei singoli cibi. Nella realtà dei fatti, però, le cose non sono sempre così semplici perché molto spesso una dieta ipercalorica non soltanto ha un effetto limitato nel tempo, ma rischia di far riprendere tutti i chili persi, persino con gli “interessi”. Questo avviene perché non è tenuto in giusta considerazione il metabolismo della persona che intende perdere peso.

Fu proprio il biochimico americano George Watson a scoprire il metabolismo basale e a illustrare come zuccheri, grassi e proteine, attraverso una serie di trasformazioni chimiche, vengano convertiti in energia. Watson, inoltre, classificò il metabolismo basale in 3 categorie:

  • Ipossidatore: non metabolizza bene i grassi, poco le proteine, di più gli zuccheri.
  • Iperossidatore: non metabolizza bene gli zuccheri, poco i grassi, meglio le proteine.
  • Normossidatore: non presenta particolari squilibri metabolici e assimila tutti e 3 i componenti alimentari.

Per sapere a quale classe metabolica si appartiene, esistono diversi esami di laboratorio, tuttavia uno dei più affidabili è l’Odor Test o test dell’olfatto, messo a punto dallo stesso Watson. L’analisi consiste nel far annusare al paziente alcune sostanze chimiche e in base al tipo di reazione viene individuato il tipo di metabolismo (lento, veloce o neutro). In questo modo la dieta, invece che essere basata semplicisticamente sul numero delle calorie, si fonderà sull’assunzione di alcuni alimenti rispetto ad altri.

Per fare un esempio, nei casi di metabolismo lento a pranzo sono previsti alimenti come carne bianca e pesce, mentre sono escluse le verdure ricche di purine (spinaci, cavolfiori, sedano, asparagi, verza, ravanelli), che contengono sostanze controindicate nei soggetti ipossidatori. A cena, invece, sono consigliati cereali e legumi. La dieta Watson, nota anche con il nome di “dieta metabolica”, consente, dunque, di perdere peso accelerando il metabolismo naturalmente con gli alimenti. Non presenta particolari controindicazioni poiché si mangia in base al proprio metabolismo.

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