La Dieta Med-Italiana per rilanciare l’Italia e la buona alimentazione

di Redazione Commenta

La dieta Mediterranea è uno dei simboli dell’Italia. Oltre a essere un menù ideale per conservare la salute, è sicuramente un punto forte dell’economia nazionale. La cucina locale è famosa nel mondo e allo stesso modo lo sono i numerosi prodotti enogastronomici prodotti secondo tradizione. È su questo che si basa il progetto “Dieta Med – Italiana”, studiato da un gruppo di giovani dell’Istituto Tecnico Economico “Costa” di Lecce.

L’idea

Non è facile pensare a una manovra per aiutare l’Italia a rimettersi in moto senza pensare al governo tecnico attuale e alla “dieta” che il Paese dovrà seguire in futuro per far quadrare i conti pubblici. C’è bisogno però di nuove imprese e soprattutto di nuove idee. Il lancio della Dieta Mediterranea Italiana come elemento di produzione potrebbe essere un motore importante. Intanto perché questo elemento coinvolge 4 aree molto importanti: agricoltura, alimentazione, ambiente e accoglienza turistica. Lo studio ha già un suo marchio tricolore che rappresenta un uomo con le braccia alzate con in mano un cucchiaio e una forchetta. Il significato è abbastanza esplicito: la buona salute si ottiene a tavola. Inoltre, al posto della testa, un bicchiere di vino.

L’obiettivo

Il progetto vuole diffondere l’idea di Dieta Mediterranea italiana come regime alimentare sano che salva la vita. In molti Paesi Occidentali, dall’Inghilterra agli Stati Uniti, il diffondersi dell’obesità ha incrementato i problemi cardiovascolari, ma anche la diffusione del diabete e dei tumori. Inoltre, è cresciuta la spesa pubblica, soprattutto in Gran Bretagna, per sovvenzionare le spese mediche. Mangiare bene ed educare i cittadini a un’alimentazione sana potrebbe voler dire insegnare i principi della Med-Italian Diet (così com’è stata tradotta in inglese) e soprattutto assicurare un futuro in salute alle nuove generazioni.

Che cosa potremmo ottenere, come Paese, in termini economici? Sicuramente le 4 aree che abbiamo precedentemente citato ne guadagnerebbero. La cucina italiana sarà ulteriormente rilanciata in Italia e all’estero e aumenterà la domanda dei prodotti nazionali e dei loro derivati, incrementando il commercio. Il turismo, che negli ultimi anni ha visto impennarsi la sezione enogastronomica e i relativi agriturismi, sarà ulteriormente riqualificato, facendo lievitare gli introiti e fornendo posti di lavoro, soprattutto in Meridione. Infine, l’Italia potrebbe diventare un simbolo per la sua agricoltura sostenibile e per il suo regime alimentare.

È ovvio che dall’idea su carta alla sua realizzazione ci vorrà del tempo e anche molto impegno, ma l’Italia può già contare su un’ottima reputazione in materia e anche sul riconoscimento che la Dieta Mediterranea ha ricevuto l’anno scorso, ovvero è stata inserita nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’ UNESCO. Si studieranno strategie di marketing, per creare eventi e degustazioni, rilanciando anche quei prodotti che singolarmente sono già stati premiati per la loro qualità (pensiamo ai vini o ad alcuni oli extravergine d’oliva). I giovani che stanno pianificando il progetto hanno dichiarato:

Dateci credito, ascoltateci e supportateci, sia con sostegni immateriali che con contributi reali, potremmo divenire gli “Steve Jobs” italiani. Se in America i giovani hanno brillato e aiutato l’economia nazionale soprattutto nel settore della tecnologia, in Italia probabilmente potremmo farcela con un ritorno al futuro, nell’agricoltura e nell’alimentazione, nel pieno rispetto dell’ambiente.

Italiani, i più longevi

È di oggi la pubblicazione di una nuova ricerca elaborata da Eurostat, in cui si dimostra che gli italiani sono tra i più longevi dell’Europa (formazione in questo caso a 27): gli uomini sono al terzo posto, dopo islandesi e svedesi, mentre le donne al secondo, dopo le spagnole. Sicuramente lo stile di vita e l’alimentazione sono due elementi chiave per assicurare la salute del popolo. In Europa l’aspettativa media di vita di una persona di 65 anni è di altri 17 anni se uomo e di altri 20,5 anni se donna.

Photo Credits|ThinkStock

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