Dieta dell’Astronauta

di Silvana Commenta

Come la dieta scarsdale e la dieta Atkins, anche la dieta dell’astronauta è una dieta low carb, ossia a basso contenuto di carboidrati. Più precisamente, la cosiddetta dieta dell’astronauta, che però non ha nulla a che vedere con l’alimentazione tipica degli esploratori dello spazio, può essere considerata una variante della dieta Atkins, con la quale condivide il principio secondo il quale la drastica riduzione di carboidrati costringe il corpo a bruciare i grassi evitandone l’accumulo.

Per questo motivo, alla eliminazione quasi esclusiva di cibi ricchi di carboidrati, corrisponde un aumento dell’assunzione di quelli contenenti grassi e proteine. Quindi in questo regime dietetico sono assolutamente vietati pasta, pane, riso e cereali, fortemente limitati frutta e patate, mentre è possibile consumare liberamente burro e formaggi grassi.

Tuttavia, rispetto alla dieta Atkins, la dieta dell’astronauta si caratterizza per una diversa ripartizione giornaliera di grassi, proteine e carboidrati:

Dieta Atkins

Grassi: 62%

Carboidrati: 14%

Proteine: 24%

Dieta dell’astronauta

Grassi: 45%

Carboidrati: 30%

Proteine: 25%

Come è possibile vedere, a fronte di un minore apporto giornaliero di grassi e di aumento dei carboidrati, la quantità delle proteine resta pressochè invariata nella dieta dell’astronauta rispetto alla dieta Atkins.

Le perplessità degli esperti rispetto a questo tipo di regime dietetico sono le medesime di cui vi abbiamo già parlato a proposito della “cugina” Atkins: mentre un così ridotto apporto di cibi ricchi di carboidrati mal si accorda con uno stile di vita attivo, il consumo eccessivo di grassi potrebbe a lungo andare incidere in maniera negativa sulla salute di cuore e arterie.

Come tutte le diete low carb, quindi anche la dieta dell’astronauta andrebbe seguita solo per un periodo molto limitato di tempo e solo da individui in perfetto stato di salute.

La dieta dell’astronauta è nota anche come dieta a punti, ma non va confusa con l’omonima dieta elaborata dal dietologo italiano Guido Razzoli.

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