Curare l’anemia con le erbe

di Daniela Commenta

L’anemia è una malattia che colpisce diverse donne e che si manifesta, generalmente, con sintomi come stanchezza, pallore, difficoltà a concentrarsi. La parola anemia deriva dal greci e significa “senza sangue”; in campo medico per anemia di intende la mancanza o la carenza di emoglobina, una proteina che contiene il ferro, il minerale che lega l’ossigeno per darlo ai tessuti.

Come dicevamo, tra i sintomi più comuni dell’anemia c’è stanchezza, pallore, tachicardia, mancanza di appetito, nausea, carenza di concentrazione e di memoria. Per ovviare alla carenza di ferro vengono solitamente prescritti degli integratori da associare a una dieta equilibrata che ristabilisca i normali livelli di ferro che sono 11,5-16, per gli uomini  e 13.5-18 per le donne.

Gli alimenti che vengono consigliati in caso di anemia sono le carni rosse, il pesce, i legumi, le uova, le verdure a foglia scura, come spinaci, coste e cavoli; poi, via libera al radicchio e alla frutta di colore rosso e viola-blu.

Se non volete assumere degli integratori, potete abbinare alla dieta l’assunzione di erbe ricche di ferro, capaci di stimolare la produzione di globuli rossi e d aumentare le difese dell’organismo. Per stimolare la produzione di globuli rossi da parte del midollo osseo, milza e fegato, si può ricorrere alla Tamerice: basteranno 40 gocce in un po’ d’acqua da prendere tre volte al giorno lontano dai pasti, da associare, sempre nella stessa quantità, al nocciolo.

Per stimolare le difese dell’organismo è perfetta l’Uncaria, la cui sostanza è estratta dalle radici: per godere pienamente dei suoi principi attivi vanno bene 60 gocce da prendere due volte al giorno sciolte in un po’ d’acqua. Per rimineralizzare l’organismo si può ricorrere all’Equiseto, usando 60 gocce due volte al giorno, oppure alla Romice, il cui rizoma fornisce la più ricca fonte naturale di ferro.

Se scegliete di ricorrete alle proprietà delle erbe medicinali ricordate sempre di chiedere consiglio al vostro medico, in quanto possono essere controindicate in caso di gravidanza e allattamento oppure interferire con l’uso di alcuni farmaci.

 

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