Dieta senza lattosio o glutine? Solo se necessaria

Sono molte le mode alimentari che vanno in giro in questi tempi: c’è chi decide di mangiare senza lattosio, senza glutine e senza lievito in nome talvolta della ricerca di un dimagrimento necessario, altre solo perché è più “figo“: Quello che si ignora è che decisioni arbitrarie di questo tipo possono portare diversi problemi alla salute di chi non ne ha bisogno.

Cibi ricchi di calcio per chi è intollerante ai latticini

L’ intolleranza ai latticini e nello specifico al lattosio è estremamente diffusa. Purtroppo, con il passare degli anni si perdono gli enzimi che favoriscono la digestione di questo zucchero contenuto nel latte. La domanda chiave quindi è la seguente: come si fa ad assumere il corretto quantitativo di calcio? Ovviamente sono tantissimi i cibi che contengono calcio e non derivano dal latte. Ecco quali non devono mancare nella nostra dieta.

Le intolleranze alimentari sono solo questione di stress

Sono in continuo aumento le persone che soffrono d’intolleranze alimentari. Attenzione, non di allergie, ma di tutti quei disturbi legati all’alimentazione per i quali il nostro corpo ha delle reazioni avverse al cibo. Sono anche chiamate “allergie non allergiche” e in teoria non coinvolgono il sistema immunitario ma il metabolismo. Come si manifestano? Per esempio, con gonfiore, colite, gastrite, ma anche pruriti, eczemi, crampi e molto altro.

Secondo un nuovo studio italiano della fondazione Irccs Cà Granda di Milano (Ospedale maggiore policlinico), presentato alla conferenza Digestive Disease Week di Chicago (Usa), l’origine delle intolleranze alimentari è psicologica: le vere cause potrebbero essere lo stress, l’ansia o magari anche la depressione. Insomma, ci sono motivi più profondi e anche un po’ più insidiosi dietro ad alcuni disturbi alimentari.

Latte e cancro ai reni? Non ci sarebbe un legame

 Recentemente si era ipotizzato che vi potesse essere un legame tra l’assunzione di latte e un aumento del rischio di cancro ai reni. Un nuovo studio invece mette in dubbio ciò e ribadisce che non è necessario alterare il latte in alcun modo. Sono stati i ricercatori inglesi guidati dal dott. Nicholas Timpson del Reparto di Medicina Sociale all’University of Bristol a sostenere che il fallimento dei risultati genetici per replicare l’associazione tra il latte e il cancro ai reni suggerisce che i timori che il consumo di latte potrebbe elevare il rischio di cancro sono infondati.

Per sostenere questa tesi, gli scienziati hanno pubblicato un particolare studio sulla rivista ufficiale dell’American Association for Cancer Research, la Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention. Quello che hanno voluto verificare i ricercatori era se vi fosse un nesso fondato tra il consumo di latte e il rischio di cancro ai reni, come sostenuto da un precedente studio.

Intolleranti al lattosio? Non rinunciate ai latticini

Buone notizie in arrivo per tutti gli intolleranti al lattosio: secondo una ricerca del National Institute of health, anche chi non tollera latte e formaggi non deve più privarsi di questi alimenti, per non rischiare carenze nutrizionali, basta che non esagerare nelle quantità. Le persone intolleranti al lattosio, lo zucchero presente nel latte, non hanno un enzima che serve a digerirlo, ma secondo gli esperti autori della ricerca:

Eliminare completamente latte e latticini dalla dieta, come molti pazienti credono sia necessario per evitare i disturbi, espone a carenze nutrizionali e deficit che alla lunga possono avere conseguenze sulla salute. I latticini sono i cibi più ricchi di calcio e vitamina D, privarsene significa mettere a rischio la salute delle ossa e non solo, visti i tanti studi che dimostrano l’importanza della vitamina D nella prevenzione di moltissime malattie.

Anche gli esperti italiani, come la dottoressa Antonella Muraro, responsabile del Centro di Riferimento Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze alimentari del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova, confermano i risultati delle ricerche effettuate dagli studiasi americani, come il fatto che la maggior parte degli intolleranti al lattosio può assumere una tazza di latte senza soffrirne i sintomi; solo nei casi più gravi possono manifestarsi dolori addominali e diarree.

Latte e latticini alla base di una dieta equilibrata

 I latticini sono nel carrello della spesa di quasi tutte le famiglie italiane perché vengono consumati praticamente tutti i giorni; del resto il gruppo dei lattiero-caseari è composto da cosi tanti prodotti che è quasi impossibile non trovarne uno adatto ai propri gusti e alle proprie esigenze nutrizionali.

Il latte e i suoi derivati non dovrebbero mai mancare in una dieta bilanciata, perché forniscono sostanze nutritive indispensabili come il calcio, un minerale fondamentale per la salute dello scheletro e la contrazione dei muscoli, ed è presente in grande quantità in tutti i latticini; le proteine complete, che agiscono sulla formazione e sul mantenimenti delle ossa e facilitano l’assorbimento del calcio, tanto che un adeguato apporto di proteine riduce anche il rischio di fratture negli anziani; i grassi sono presenti nei latticini ma non in dosi eccessive, e se si segue una dieta ipocalorica basta scegliere quelli più magri.

Le linee guida elaborate dall’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) consigliano tre porzioni al giorno di latte o yogurt (125 g.) , più tre alla settimana di formaggio (circa 100 g.), prediligendo le “versioni” parzialmente scremate e i formaggi meno calorici, in modo da limitare l’apporto di grassi e colesterolo.

Intolleranze alimentari: cosa sono e come combatterle

Per intolleranza alimentare si intende una reazione avversa del sistema immunitario a uno o più alimenti; questa risposta si traduce in vari sintomi che scompaiono con l’eliminazione del cibo stesso. È difficile riconoscere il fenomeno, perché gli effetti di un’intolleranza sull’organismo sono poco evidenti, ma giorno dopo giorno danno disturbi e infiammazioni che, con il tempo, possono evolvere in malattie.

Le intolleranze alimentari non vanno confuse con le allergie alimentari, perché sono causate da una diversa risposta immunologia: nelle allergie reagiscono le immunoglobine di tipo E, mentre nelle intolleranze quelle di tipo G. Le differenze sono anche di tipo sintomatologico: in caso di allergia i sintomi dono immediati ed evidenti e si collegano facilmente al cibo ingerito e basta una piccola quantità di esso per provocarla, mentre nei casi intolleranza gli effetti sono più sfumati e difficilmente vengono collegati all’alimentazione, anche se, in realtà, sono proprio i cibi che mangiamo più frequentemente a dare la massima sensibilizzazione.

Tra le intolleranze, le più diffuse sono: quella al glutine, cioè alla proteina presente nel grano, che nel tempo può sfociare nella celiachia, quella al lattosio, cioè allo zucchero presente nei latticini di capra, mucca e pecora, e l’intolleranza alle arachidi.

Celiachia: dieta no problem

La celiachia, ovvero l’intolleranza al glutine è sempre più diffusa. Colpisce circa un individuo ogni 150. Una dieta senza glutine è l’unica terapia che consente al celiaco di vivere una vita “normale”.

Quali sono quindi i cibi da escludere e quindi quale la dieta da seguire nel caso di celiachia?

– Tutti quelli che contengono glutine come pane, pasta, torte e biscotti. A questo proposito va ricordato che in commercio (si possono trovare facilmente in farmacia ma anche nei ristoranti e nella GDO) esistono cibi speciali – chiamati “glutin free” – preparati con farine alternative: in questi prodotti, tutte le sostanze che possono causare intolleranza vengono eliminate ma il gusto e l’aspetto sono identici a quelli dei normali cibi. Sulle confezioni dei prodotti “glutin – free” deve essere stampato un simbolo particolare: una spiga barrata.  Sono alimenti autorizzati dal Ministero della Salute. Vi ricordiamo che se per errore dovesse essere ingerito un cibo con glutine potrebbero verificarsi spiacevoli conseguenze, come dolori addominali.