Calcolare il girovita con l’ABSI permette di valutare il rischio di mortalità precoce

Il nostro fisico è un po’ come una macchina. È il mezzo che ci permetterà di fare un lungo viaggio, ne consegue che più l’automobile è tenuta bene, viene revisionata puntualmente, pulita e parcheggiata in garage più sarà affidabile e durerà a lungo. La stessa cosa vale per il corpo, che deve essere mantenuto in allenamento e curato con una dieta sana ed equilibrata. Esistono degli indici per valutare questi elementi. Quali sono? A Body Shape Index (Indice di Forma del Corpo) e Body Mass Index (Indice di Massa Corporea).

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L’indice di massa corporea è superato: quali sono i nuovi valori?

Quante volte si è parlato di indice di massa corporea? E’ stato il valore base per stabilire il peso forma per anni. È stato anche uno dei concetti maggiormente discussi, perché ovviamente si è sempre trattato di un dato indicativo e non assoluto, non tenendo in considerazione per esempio lo stile di vita, il peso dello scheletro e della massa muscolare. Ci sono buone possibilità che IMC o BMI vada finalmente in pensione.

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La nuova formula per calcolare il peso forma

Quante volte abbiamo detto che calcolare il peso forma con una semplice formula matematica non è un metodo affidabile? Non si possono considerare solo i parametri del peso e dell’altezza per verificare se il peso corporeo è nella norma: è necessario tenere in considerazione una serie di variabili, quali la muscolatura, il peso dello scheletro, lo stile di vita, ecc.  E’ sceso quindi in campo Nick Trefethen, docente di analisi numerica nell’università inglese, sostenendo che esista una nuova formula.

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Mangiare cioccolato regolarmente incide sull’indice di massa corporea

Amate così tanto il cioccolato che non potete fare a meno di mangiarne un quadratino tutti i giorni? Non temete per la vostra linea: secondo uno studio californiano chi mangia cioccolato con regolarità è più magro di chi lo fa saltuariamente. Il perché è presto detto: il cioccolato contiene ingredienti che favoriscono la perdita di peso, l’importante è la regolarità nel consumo e la composizione del cioccolato.

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Peso ideale, cos’è e come si calcola?

Guardarsi allo specchio e vedersi bene. Non succede spesso. Il nostro occhio critico spesso è più severo di qualsiasi altro: troppo magri, troppo grassi o troppo e basta. Per essere sicuri dovremmo stabilire quale sia il peso ideale e confrontarlo con il peso reale. È questo l’unico modo per stabilire se il peso è idoneo.

Ma prima di incominciare bisogna chiedersi: esiste veramente un peso ideale? È ovviamente un parametro per stabilire se si è in sovrappeso oppure no, ma come ogni parametro va preso con le pinze. Certo è bene tener presente che sforare non è mai una cosa salutare.  Il peso ideale indica quindi una forma proporzionata che tiene conto dell’altezza, della costituzione (perché le ossa hanno un’incidenza importante) e dell’età. E soprattutto, in base a questi parametri, indica se la persona ha meno possibilità di ammalarsi.

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Le console per fare sport aiutano a dimagrire

Giocare con i videogiochi sportivi di ultima generazione, come Wii Fit, aiuta a perdere peso ed è uno stimolo in più per le persone sedentarie a muoversi. A sostenerlo è una ricerca australiana della Queensland University of Technology di Brisbane, condotta da un ex personal trainer nonché ricercatore dell’istituto, Harvey May.

Lo studio, infatti, ha dimostrato come l’uso della console aiuti a ridurre la massa corporea e i depositi di grasso sulla pancia. Chiaramente si tratta di un’esercizio ben lontano da una normale attività fisica, ma può essere uno sprone per iniziare a fare un po’ di sano movimento.

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Obesità, la religione fa ingrassare

Avete mai pensato che la vostra linea può non dipendere solo da quello che mangiate o dall’attività fisica? No, non sto parlando di tiroide o predisposizione genetica. Secondo i ricercatori della Northwestern University, la religione potrebbe essere un fattore di rischio. Gli esperti hanno notato che i giovani più legati alla chiesta sono quelli con la probabilità maggiore di diventare obesi in età adulta. La tesi arriva da un’associazione di laici o atei.

Non pensiate che ci siano condizionamenti culturali, perché lo studio si è svolto in modo serio e scientifico: sono state analizzate per 18 anni più di 2.400 persone, scelte tra i partecipanti allo studio multicentrico Coronary Artery Risk Development in Young Adults, svolto in tutti gli stati. Sono stati messi a confronto la partecipazione religiosa tra i 20 e i 32 anni  e l’indice di massa corporea 18 anni dopo.

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Obesità, il nuovo indice di adiposità corporea

Il rapporto peso-altezza è stato per anni l’indicatore più utilizzato per verificare il sovrappeso.  Alcuni ricercatori della California del Sud, guidati da Richard Bergman, stanno pensando di mandarlo in pensione. Hanno elaborato un sostituto dell’indicatore di massa corporea (IMC o in inglese BMI) più preciso e soprattutto più affidabile. Si chiama BAI, Body Adiposity Index, l’indice di adiposità corporea.

Il BAI tiene in considerazione più variabili: infatti, misura la percentuale di grasso direttamente nelle donne e negli uomini adulti di diversi gruppi etnici. L’indice è stato sviluppato a partire dai dati del BetaGene, uno studio sulla popolazione messicana-americana.  Il rapporto su cui si basa è quello della circonferenza dei fianchi e l’altezza.

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Fisico a mela o a pera? Il rischio infarto è lo stesso

Qualche ricerca tempo fa aveva sostenuto che avere un fisico a mela fosse pericoloso per la salute. Questa struttura potrebbe causare un aumento del pericolo d’ictus e d’infarto, rispetto a chi ha il fisico a pera (ovvero con i fianchi molto larghi e il resto del corpo pressoché normali).  Secondo una ricerca guidata dall’University of Cambridge (GB), questa differenza non esiste: i rischi sono gli stessi.

Lo dimostra un’analisi internazionale svolta da 200 scienziati provenienti da 17 Paesi, su 220 mila adulti. In principio, alcuni esperti hanno sostenuto che le persone con “obesità centrale” presentano un rischio tre volte maggiore di subire un attacco cardiaco rispetto alle persone con obesità generale (indicata dall’indice di massa corporea).

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Indice di massa corporea e indice di volume corporeo: qual è il calcolo più efficace?

Il corpo umano è diviso in due macro componenti: la massa magra e la massa grassa; la prima, ovvero la massa magra è composta dai muscoli, dalle ossa, dagli organi interni e dall’acqua, e rappresenta l’80% del peso corporeo totale; la massa grassa, invece, è costituita dal tessuto adiposo e rappresenta il 20% del peso complessivo.

Per calcolare la massa corporea si può ricorrere ad uno dei criteri riconosciuti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ossia il BMI, lindice di massa corporea (Body Mass Index); l’indice di massa corporea mette in rapporto l’altezza con il peso corporeo e per calcolarlo si usa una semplice formula: peso corporeo espresso in chilogrammi diviso altezza in metri, elevata al quadrato.

L’indice di massa corporea è semplicemente un calcolo molto approssimativo che non tiene in considerazione il tipo di costituzione e che non può determinare la percentuale della massa grassa ma solo un valore indicativo.

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Disturbi del Comportamento Alimentare: Bulimia

I Disturbi del Comportameno Alimentare fanno la loro comparsa nella letteratura scientifica intorno agli anni Settanta. Prima di allora non c’era molta attenzione per tutte le problematiche legate all’alimentazione. Com’è noto, i primi disturbi ad essere stati osservati e studiati sono stati l’Anoressia e la Bulimia.

Solo in anni recenti altri disturbi (BED, Ortoressia, ecc.) sono diventati di interesse crescente per tutti i professionisti che si occupano del rapporto alimentazione/ disagio. Nel corso delle settimane tratteremo i vari disturbi che, di origine psicologica, coinvolgono un numero sempre più alto di adolescenti e adulti.

Oggi tratteremo la Bulimia, disturbo caratterizzato da due dimensioni che possono presentarsi separatamente o essere co-presenti nel disturbo: crisi iperfagica e condotte di eliminazione. La crisi iperfagica, meglio conosciuta come abbuffata, riguarda un comportamento in cui la persona consuma in un tempo molto breve grandi quantità di cibo. 

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Adolescenti obesi a rischio di artrite psoriasica

Chi già soffre di psoriasi e obesità spesso conduce una vita  poco piacevole a causa dei disagi e dei giudizi altrui. Ma le premesse per una vita migliore non sembrano affatto buone, anzi, a peggiorare la gravità della situazione, è uno studio, condotto dal dott. Razieh Soltani-Arabshahi, dell’University of Utah School of Medicine, a Salt Lake City, il quale afferma che le persone obese affette da psoriasi in giovane età hanno un elevato rischio di contrarre anche l’artrite psoriasica, una malattia reumatica infiammatoria che si manifesta nei soggetti affetti da psoriasi tra i 20 e 50 anni di età.

Le parti colpite sono soprattutto le ginocchia, tuttavia, con il passare del tempo possono essere coinvolte sempre più articolazioni. Il rischio sarebbe collegato all’indice di massa corporea, il BMI, e sarebbe predittivo di questa’altra forma di malattia reumatica infiammatoria che, a quanto pare, sembra più elevata nei soggetti di sesso femminile. Secondo i ricercatori, quindi, sarebbero gli obesi già compromessi a causa del peso ad avere la peggio.

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Indice di massa corporea e calcolo del peso forma

L’indice di massa corporea (IMC, o BMI secondo l’acronimo inglese di Body Mass Index), detto anche Indice di Quetelet, è un dato biometrico che indica lo stato di peso forma di una persona adulta calcolato in base al rapporto fra massa (espressa in kg) e altezza (espressa in metri al quadrato).

E’ la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a suggerire il calcolo del peso forma utilizzando l’IMC i cui valori di riferimento sono stati ottenuti considerando come normopeso la fascia di popolazione risultata a minor rischio per l’insorgenza di patologie in cui il peso gioca un ruolo determinante.

Se da un lato infatti il sovrappeso rappresenta un fattore di rischio per malattie quali diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari e osteartrite, le condizioni di magrezza eccessiva appaiono legate a osteoporosi, predisposizione alle fratture e aritmie cardiache.

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