Gli acidi grassi omega 3 non prevengono il declinio cognitivo

di Daniela Commenta

acidi grassi omega 3

Sono tanti gli studi scientifici che testimoniano l’importanza e le proprietà degli acidi grassi essenziali omega 3, tra le quali la capacità di prevenire e ritardare il declino cognitivo; eppure secondo una recente ricerca condotta dall’Università dello Iowa non sarebbe proprio così, almeno per quanto riguarda gli effetti benefici di queste sostanze sulle capacità di pensiero.

Ad essere messe in discussione sono le proprietà degli acidi grassi omega 3 che riguardano le loro capacità di favorire le funzioni cognitive; la ricerca che lo sostiene è stata condotta dall’Università dello Iowa e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Neurology.

Lo studio condotto dall’Università dello Iowa ha coinvolto 2.157 donne di età compresa tra i 65 e gli 80 anni; tutte le volontarie sono state seguite per circa sei anni duranti i quali sono state sottoposte a prove sulla loro capacità di memoria e di pensiero; oltre a queste prove sono stati effettuati dei prelievi di sangue per verificare la quantità di omega 3 presente.

Dai risultati delle analisi e dei test è emerso che non vi era alcuna differenza tra le donne che presentavano alti o bassi livelli di omega 3 nel sangue, né a livello di memoria né di abilità di pensiero. Alla luce di questi risultati, quindi, gli esperti hanno dedotto che questi acidi grassi non influiscono sulle capacità cognitive e non prevengono l’insorgenza di patologie relative al declinio cognitivo, come spiega il dottor Eric Ammann, uno dei principali autori della ricerca:

C’è stato un grande interesse intorno agli omega-3, come un modo per prevenire o ritardare il declino cognitivo, ma purtroppo il nostro studio non ha trovato alcun effetto protettivo nelle donne anziane. Inoltre, studi clinici randomizzati sui supplementi a base di omega-3 non hanno allo stesso modo trovato questi effetti.

Ovviamente questo studio dovrà essere confermato da ulteriori prove scientifiche e nel frattempo. comunque, gli scienziati consigliano di non cambiare la propria dieta e di continuare a mangiare cibi ricchi di omega 3 come il pesce, soprattutto il salmone.

 

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