Gli occhiali in 3D ingrandenti per aumentare il senso di sazietà

di Daniela 1

Dopo gli occhiali realizzato da Google, i Project Glass, attraverso i quali è possibile usare internet, messaggiare e ricevere telefonate, oggi vi parleremo di un altro paio di occhiali futuristici anche se dalla funzionalità diversa: si tratta di una paio di occhiali in 3D ingrandenti concepiti per aumentare il senso di sazietà e, quindi, coadiuvare la perdita di peso.

Gli speciali occhiali in 3D sono un’idea dei ricercatori dell’Università di Tokyo e si basano su un paio di lenti speciali sviluppate presso il Centro di ricerche avanzate e tecnologia (Rcast) dal team guidato da Michitaka Hirose, professore e ingegnere di sistemi intelligenti, che consentono di modificare l’immagine del cibo: ad esempio, con questi occhiali sarà possibile vedere i dolci che prendiamo con le mani, ingranditi di dimensione e, quindi, facendo scattare a livello inconscio un aumento del senso di sazietà.

Gli occhiali ingrandenti si basano sulla costruzione delle cosiddette “interfacce cibernetiche” di alto livello, comprensive di un sistema di visualizzazione che facilità l’interazione con il mondo virtuale. Gli occhiali, collegati a una telecamera, sono capaci di mostrare un oggetto, o in questo caso il cibo, per un massimo di 1,5 volte o, anche di ridurlo di un terzo.

Il team di ricercatori giapponesi ha effettuato dei test su  12 uomini e donne dai quali è emerso che

l’ingrandimento fino a 1,5 volte ha fatto diminuire la quantità di biscotti mangiati del 9,3% rispetto alla media del raggiungimento dello stato di sazietà.

Al contrario, coloro che visto i biscotti rimpiccioliti di un terzo hanno mangiato il 15% in più rispetto ai quantitativi medi. In conclusione, quindi, la percezione virtuale incide sulla componente reale, modificandola. Al momento non si può dire se la scoperta potrà essere applicata in modo concreto a una dieta: attendiamo quindi i prossimi test e i possibili sviluppi dell’applicazione “reale” degli occhiali ingrandenti in 3D.

[Fonte]

 

Photo Credit: Thinkstock

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