Mestruazioni dolorose, una dieta giusta può alleviarle?

di Silvana Commenta

Il 10% delle donne italiane soffre di mestruazioni dolorose (dismenorrea) dall’adolescenza fino ai trenta anni circa, mentre l’80% di esse lamenta dolori più sopportabili per almeno uno-due giorni al mese. Se in alcuni casi la dismenorrea può dipendere da patologie specifiche, per quanto non sempre facilmente diagnosticabili, come l’endometriosi, l’adenomiomatosi o la fibromiomatosi, nella gran parte di essi non è riconducibile ad alcuna causa precisa ed individuabile (si parla in questo caso di dismenorrea primaria).

In queste situazioni, oltre agli antidolorifici, sembra che anche la dieta, intesa più ampiamente come stile di vita alimentare, abbia un effetto benefico sul disturbo, contribuendo ad alleviare il dolore. In particolare, secondo alcuni studi, ad agire sui sintomi mestruali dolorosi, causandone una diminuzione, sarebbe un regime alimentare povero di grassi e di proteine animali e ricco di alimenti vegetali, del tutto simile a una dieta vegetariana, anzi vegana. Tra gli alimenti da evitare troviamo infatti non solo quelli di origine animale, ma anche i loro derivati come latte, formaggi e uova.E’ infatti il mantenimento di un basso livello di estrogeni nel sangue a far diminuire il dolore; mantenimento che può risultare  favorito da un lato da un modesto introito di grassi, dall’altro dall’elevato apporto di fibre, garantito in questo tipo di dieta dal consumo massiccio di frutta e verdura, che ne agevola lo smaltimento dall’organismo. Altri studi hanno però evidenziato un’azione analoga di diminuzione del dolore in seguito all’assunzione di integratori alimentari a base di magnesio (contenuto in cacao, noci, mandorle, cereali integrali, banane) e manganese (cereali, avocado, frutta secca, semi, legumi) oltre che di vitamine del gruppo b.

Per combattere la dismenorrea primaria è utile anche praticare abitualmente dello sport e dedicarsi a quelle attività che favoriscono il rilassamento muscolare come lo yoga e lo stretching. Mentre ad incidere negativamente sul disturbo aumentandone l’intensità sarebbe l’abuso di caffeina.

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