I metodi chirurgici di cura dell’obesità

di Tippi Commenta

 L’obesità è un fenomeno sempre più diffuso tanto da far parlare gli esperti di epidemia. L’obesità, non bisogna dimenticarlo, non è semplicemente una condizione estetica, ma patologica, che si traduce in un costo non indifferente per la sanità pubblica (88 miliardi di euro l’anno) a causa delle malattie ad essa correlate come il dibete di tipo 2, l’ipertensione e le malattie cardiovascolari.

L’obesità colpisce circa 6 milioni di italiani, vale a dire il 10% della popolazione, e secondo gli esperti, almeno 1 milione di persone potrebbe risolvere i propri problemi di salute ricorrendo alla chirurgia dell’obesità (chirurgia bariatrica), impiegata per ottenere una forte riduzione di peso nei soggetti con obesità patologica e resistente ad altri tipi di trattamento.

Non sempre, infatti, la dieta e l’esercizio fisico sono in grado di portare a risultati soddisfacienti, soprattutto nel caso della grande obesità. Oggi, la chirurgia, riducendo l’assunzione di cibo attraverso la diminuzione della capacità gastrica, o riducendo l’assorbimento dei cibi da parte dell’intestino, è in grado di offrire una valida risposta dove le altre terapie non hanno avuto successo.

Oggi la chirurgia bariatrica è ha sviluppato metodiche sempre più sicure ed efficaci, inoltre, con l’avvento della laparoscopia (chirurgia mininvasiva) è possibile eseguire gli interventi riducendo notevolmente il trauma chirurgico.

Chi può sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica

I candidati ideali sono i pazienti con un indice di massa corporea superiore a 40, o tra 35 e 40 con malattie correlate all’obesità (diabete di tipo 2, sindrome delle apnee notturne, ecc.) suscettibili di miglioramento o guarigione con la perdita di peso, e quei soggetti in cui l’obesità arreca problemi fisici invalidanti. Chiaramente, si ricorre alla chirurgia bariatrica quando tutti gli altri interventi medici/alimentari/comportamentali sono falliti.

L’età consigliata per sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica va dai 18 ai 60 anni. L’operazione può essere effettuata in laparotomia, che è la tecnica chirurgica tradizionale, che prevede l’incisione della parete addominale, o in laparoscopia, che invece consiste nell’incisione di 5-6 fori di piccole dimensioni nell’addome dove vengono fatti entrare una videocamera e appositi strumenti per serviranno a guidare il chirurgo nell’intervento.

Metodi chirurgici più frequenti

  • Dieta del sondino: ha preso piede con metodo per perdere peso velocemente. Questa tecnica, infatti, consente di dimagrire fino al 10% del proprio peso corporeo in circa 10 giorni. E’ usata in campo medico come cura per quei pazienti con gravi problemi di obesità. La dieta del sondino prevede l’inserimento di un sondino che viene fatto passare attraverso una narice e spinto fino a raggiungere lo stomaco. Segue una dieta forzata esclusivamente a base di liquidi e miscele proteiche. Dopo questa fase c’è una rieducazione alimentare, che serve a mantenere il peso acquisito, in prospettiva di un’ulteriore sessione di dieta. Questo metodo non è esente da rischio, e complicanze, tra cui glicemia e problemi renali.
  • Bendaggio gastrico regolabile: fa parte degli interventi restrittivi, e viene eseguito posizionando anello di silicone attorno allo stomaco, nella sua parte superiore, in prossimità dell’esofago. In questo modo, forma una piccola tasca gastrica, che permette, alla più piccola quantità di cibo, di avvertire un precoce senso di sazietà. E’ un intevento mini-invasivo, reversibile oltre che regolabile, e con una bassa incidenza di complicanze.
  • Gastroplastica verticale: è un intervento gastrorestrittivo che agisce riducendo le dimensioni dello stomaco, creando una piccola tasca gastrica di forma cilindrica. Assicura un calo ponderale e ha una bassa incidenza di complicanze. Non è indicata nelle persone che mangiano molti dolci o spiluccano continuamente (poiché passano facilmente attraverso la tasca).
  • B.I.B. System (palloncino): prevede l’inserimento nello stomaco di un palloncino espandibile, che viene riempito di soluzione fisiologica sterile. E’ consigliato per le persone che sono almeno il 40% al di sopra del loro peso ideale. Il palloncino può restare nello stomaco non più di 6 mesi, oltre questo lasso di tempo, infatti, viene rimosso nello stesso modo in cui è stato posizionato, attraverso l’esofago e la bocca.
  • bypass gastrico: comporta un calo del peso corporeo attraverso il meccanismo della riduzione del cibo introdotto e dell’appetito. Il bypass gastrico è una sorta di tasca gastrica creata tramite l’intevento chirurgico, che permette, appunto di bypassare parte del percorso che effettua il cibo senza asportare lo stomaco e parte dell’intestino tenue. Non è esente da complicanze, e non è indicato per chi soffre di malattie metaboliche.

Photo Credits|ThinkStock

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