Il grano khorasan kamut fa bene a chi soffre di diabete

di Sara Mostaccio Commenta

Recenti ricerche avvertono: chi soffre di diabete può trovare benefici in una dieta a base di grano khorasan kamut. Lo rivela uno studio condotto dall’università di Firenze che ha mostrato quanto il grano di kamut sia in grado di agire positivamente sui livelli di glucosio e insulina nel sangue, valori che i diabetici devono tenere costantemente sotto controllo.

I risultati provengono ad una ricerca effettuata dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica insieme al Dipartimento di Scienze Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente con la collaborazione dell’azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Nutrition.

Consumare il kamut, basando la propria dieta su questo cereale, agisce sulla prevenzione secondaria e consente di ridurre il rischio di complicazioni a carico del sistema cardiovascolare nei pazienti che soffrono di diabete di tipo 2.

I dati del diabete nel mondo fanno pensare che questa scoperta possa portare a importanti ricadute sul trattamento della malattia. In tutto il mondo 1 persona su 11 soffre di diabete, per un totale di più di 451 milioni di diabetici, 3 milioni e mezzo dei quali in Italia. Di più: è una patologia destinata a crescere. Secondo la Federazione Internazionale del Diabete, entro il 2040 i diabetici saliranno a 642 milioni.

Chi soffre di diabete è maggiormente soggetto a problemi collegati con il sistema cardiovascolare e la ricerca si è posta l’obiettivo di capire se e come intervenire nella dieta al fine di ridurre questo rischio. La farina di kamut si è rivelata l’alimento più utile grazie al suo alto contenuto di antiossidanti, selenio, polifenoli, nagnesio, fosforo e zinco.

I test hanno evidenziato che il consumo di prodotti a base di kamut ha ridotto il fattore di rischio legato ai livelli di colesterolo, glucosio e insulina nel sangue. Gli effetti del kamut sono stati significativi indipendentemente da sesso, età, farmaci assunti, abitudini alimentari e fattori di rischio generici.

Photo Credits | kuvona / Shutterstock.com

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