Il farmaco anti-obesità converte il grasso bianco in bruno

di Mariposa Commenta

 Dimagrire sfruttando il proprio grasso. Sembra un concetto complicato, ma in realtà chi segue Dietaland da anni dovrebbe sapere che il nostro corpo ha una piccola riserva di una sostanza chiamata grasso bruno, in grado di accelerare il processo per bruciare le calorie e di conseguenza regolare il peso corporeo.

Questo grasso da anni è considerato una preziosa risorsa per la cura dell’obesità e oggi è alla base di un farmaco, che potrebbe – in futuro – rivoluzionare la medicina.  Il ricercatore italiano Domenico Accili, che lavora alla Columbia University di New York, il suo gruppo descrivono l’esistenza di un prodotto in grado di trasformare il grasso bianco (o almeno una parte di esso) in bruno.

Questa sostanza fa parte delle tiazolidine e aumenta la sensibilità dell’organismo all’ormone insulina. Per adesso non si può impostare una terapia con questo prodotto, perché ha degli effetti collaterali ancora troppo gravi, ma chissà che domani la ricerca non possa fare altri passi in avanti. Accili ha, infatti, dichiarato:

Trasformare il grasso bianco in grasso bruno è un approccio terapeutico molto interessante per frenare l’epidemia di obesità nel mondo. Prima però dobbiamo riuscire a modificare l’azione delle tiazolidine, eliminandone gli effetti collaterali.

Poi se volete stimolare il vostro grasso bruno, in modo naturale, sappiate che questa sostanza lavora con il freddo. Il corpo per scaldarsi stimola il grasso bruno. Abbassate quindi il termostato nella stagione invernale. Ricordiamo poi che è presente in grandi quantità nei neonati, mentre gli adulti ne conservano davvero pochissimi grammi (localizzati nella zona tra scapole e collo).

Secondo gli esperti, se attivato continuamente, questo tessuto riesce a bruciare tra le 300 e le 400 calorie al giorno. Ora quindi c’è da chiedersi: può essere che l’obesità dipenda dalla perdita del grasso bruno? E’ sicuramente un tema di gran fascino, ma dobbiamo attendere nuovi studi per avere delle risposte.

Photo Credit| ThinkStock

[Fonte]

 

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