Psillio contro la sindrome metabolica

di Tippi Commenta

Chi soffre di stitichezza conosce bene i semi di psillio, ma sembra che non abbiano soltanto un’azione lassativa. Queste mucillagini, infatti, sembra che siano efficaci anche contro la sindrome metabolica, una condizione clinica associata a diversi fattori di rischio quali l’obesità, la sedentarietà, ecc., che aumentano le probabilità di sviluppare malattie cardiovascolari, ictus e diabete. A sostenerlo, è uno studio revisionale della Curtin University di Perth, in Australia, pubblicato su Obesity Review.

I semi di psillio sono famosi per l’effetto lassativo, leggermente superiore anche all’azione della crusca. I semi, infatti, in presenza di liquidi, aumentano di volume formando un gel che a sua volta aumenta e ammorbidisce la massa fecale, facilitando così l’evacuazione, favorendo nel contempo il senso di sazietà, permettendo di ingerire meno quantitativi di cibo.

I semi di psillio, inoltre, contribuiscono a ridurre l’assorbimento intestinale dei grassi, diminuendo il colesterolo totale, senza intaccare quello buono (HDL), ma anche l’assorbimento intestinale degli zuccheri, con diminuzione del picco glicemico dopo il pasto e con potenziamento dell’efficacia dei farmaci ipoglicemizzanti.

I ricercatori australiani hanno esaminato diversi studi condotti tra il 1980 e il 2012 ed è emerso come i semi di psillio possano essere un valido aiuto anche in caso di sindrome metabolica, migliorando la risposta all’insulina, i livelli di glucosio nel sangue, il profilo lipidico e regolarizzando anche la pressione sanguigna.

Gli autori della ricerca hanno concluso dichiarando che:

Globalmente, l’integrazione di psillio potrebbe essere promossa nei pazienti che presentano fattori di rischio da sindrome metabolica, quali ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperglicemia, e può anche svolgere un ruolo nel controllo del peso corporeo, la forma, l’appetito e l’ipertensione. Tuttavia, ulteriori indagini sono ancora necessarie.

I semi di psillio sono altamente tollerati, possono essere somministrati anche in gravidanza e durante l’allattamento. Sono controindicati, invece, nei pazienti con occlusione intestinale. Inoltre, possono ridurre l’assorbimento intestinale di altre sostanze curative, perciò vanno assunte almeno 1 ora prima o almeno 3 ore dopo l’ingestione dello psillio.

Photo Credits|ThinkStock

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