Gli esercizi di Kegel

di Daniela Commenta

Chi soffre di incontinenza urinaria avrà sicuramente sentito parlare del metodo Kegel: una serie di esercizi studiati per rafforzare i muscoli del pavimento pelvico, ideati da un ginecologo statunitense, inventore, tra l’altro del manometro perianale, uno strumento utilizzato per misurare la forza delle contrazioni volontarie dei muscoli del pavimento pelvico.

Esercizi di Kegel, cosa sono

Questa serie di esercizi prende il nome dal suo ideatore, il ginecologo americano Arnold Kegel, il quale mise a punto un metodo molto efficace e assolutamente naturale per aiutare chi soffre di incontinenza urinaria. Gli esercizi di Kegel consistono nel contrarre e rilassare i muscoli pubococcigei seguendo una determinata sequenza e delle specifiche modalità; questi muscoli si possono individuare facilmente: per percepirli basta interrompere il flusso urinario durante la minzione.

Esercizi di Kegel, la tecnica base

Per eseguire gli esercizi di Kegel bisogna, innanzi tutto, avere la vescica vuota, dopodiché bisogna stringere i muscoli del pavimento pelvico e mantenerli contratti contando fino a dieci, poi rilassarli e mantenerli così per altri dieci secondi. Affinché gli esercizi possano dare dei risultati, eseguite una serie di dieci esercizi tre volte al giorno; durante lo svolgimento degli esercizi respirate regolarmente e cercate di non muovere le gambe, gli addominali e i glutei.

Come riconoscere i muscoli del pavimento pelvico

Per riconoscere i muscoli del pavimento pelvico basta usare il cosiddetto “test dell’urina”, ossia bloccate il flusso urinario durante la minzione: vi accorgerete che per fermarlo avrete usato proprio i muscoli coinvolti negli esercizi di Kegel, infatti, i muscoli che formano il pavimento pelvico e che circondano l’uretra, sono in parte sotto il nostro controllo, pertanto, rafforzarli permette di rendere più facile la chiusura dell’uretra e quindi meno probabili perdite di urina sotto sforzo.

Se non riuscire, comunque a riconoscerli fatevi aiutare dal vostro ginecologo che vi insegnerà a riconoscere questi muscoli e ad allenarli per eseguire al meglio gli esercizi di Kegel.

Esercizi di Kegel, i benefici

Come dicevamo, gli esercizi di Kegel sono particolarmente importanti per contrastare l’incontinenza urinaria, ossia la perdita involontaria dell’urina a riposo o sotto sforzo, cioè in seguito a uno starnuto o a un colpo di tosse, oppure nel caso in cui l’incontinenza si sviluppi dopo il parto, soprattutto se esso ha provocato un eccessivo rilassamento o perdita di tono dei muscoli della vagina; inoltre, gli esercizi di Kegel sono l’ideale per contenere i rischi di prolasso degli organi pelvici perché intervengono sulla fortificazione del pavimento muscolare che sostiene questi organi.

Oltre ad essere essenziali in caso di incontinenza urinaria, gli esercizi di Kegel garantiscono anche altri benefici: innanzi tutto assicurano una minore probabilità di lacerazioni perineali, di sviluppare emorroidi e di avere perdite vescicali, e una maggiore capacità di controllare i muscoli durante il travaglio e il parto.

Gli esercizi di Kegel, inoltre, sono utili anche per quanto riguarda la sfera sessuale, in quanto permettono di acquisire delle tecniche per controllare l’orgasmo, ritardandolo in caso di problemi di eiaculazione precoce, oltre ad assicurare una maggiore consapevolezza del funzionamento dell’apparato genitale,

Esercizi di Kegel, quando farli

Una volta acquisita la tecnica di base, gli esercizi di Kegel possono essere fatti ovunque, perché le contrazioni dei muscoli pelvici non si notano dall’esterno, quindi potete approfittare di tutti quei momenti vuoti, magari quando siete in fila o state aspettando il vostro turno dal medico.

Dopo cinque o sei settimane nelle quali avrete eseguito gli esercizi noterete sicuramente dei miglioramenti, a patto però di averli fatti con regolarità e che non ci siano altri motivi che contribuiscono alla perdita dell’urina. Una volta che i muscoli si saranno rafforzati potrete eseguire il gruppo di dieci esercizi solo due o tre volte alla settimana anziché tutti i giorni.

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