Come cambia la dieta inglese dopo la Brexit

di Sara Mostaccio Commenta

In seguito al referendum che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, diverse sono state e saranno le ripercussioni politiche, economiche e sociali. Per via della svilutazione della sterlina, prima e più evidente conseguenza del voto, scopriamo come cambierà la dieta inglese dopo la Brexit.

La Coldiretti ha eseguito un’analisi degli effetti della Brexit sull’alimentazione inglese dal momento che acquistare prodotti alimentari stranieri diventa più costoso. Saranno soprattutto i prodotti Made in Italy a subire le conseguenze di questo processo.

Gli inglesi saranno costretti a modificare la propria alimentazione? Potrebbe essere così in tempi molto brevi perché d’un tratto è diventato molto più oneroso procurarsi sul mercato tutti i prodotti per i quali la Gran Bretagna dipende dalle importazioni estere. Tra i paesi più coinvolti ci sono l’Italia e la Spagna da cui provengono pomodori e agrumi ma anche vini e formaggi.

Secondo la Coldiretti, l’Inghilterra è il quarto paese che accoglie le esportazioni della produzione agroalimentare italiana con valori molto alti. Nel 2015 si è registrato un valore annuo di 3,2 miliardi con un trend in crescita nel primo trimestre 2016 ma una improvvisa battuta d’arresto seguita alla svalutazione della moneta britannica.

In futuro potrebbe diventare sempre più difficile portare a tavola nelle case inglesi i prodotti genuini del Made in Italy, la cui voce più importante è rappresentata indubbiamente dal vino. Le esportazioni del 2015 hanno superato ai 746 milioni di euro con un incremento del 7% a inizio 2016. Lo spumante, e particolarmente il prosecco, è il prodotto che traina l’intero comparto. Segue la pasta ma non resta molto indietro neanche il settore ortofrutticolo. Ad essere apprezzatissimi in Gran Bretagna sono anche i formaggi italiani, soprattutto il parmigiano.

La preoccupazione non riguarda solo gli inglesi che dovranno rinunciare alle ghiottonerie italiane. Una nuova legislazione britannica infatti potrebbe sfavorire le esportazioni con ricadute importanti sui mercati di tutta Europa.

Photo Credits | Ahmet Dogan Ceylan / Shutterstock.com

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