Dieta del Dna, in vendita il primo test “casalingo”

di Mariposa Commenta

Attraverso il Dna si può stabilire una dieta personalizzata. È una teoria che da anni gli scienziati stanno studiando e finalmente sono giunti a un’applicazione pratica, che potrà cambiare la vita di molte persone.  La Inherent Health, un’azienda di biotecnologie statunitense,  ha messo sul mercato americano un test del Dna che costa circa 120 euro (160 dollari) ed è in grado di stabilire, dall’esame dei geni, il regime alimentare più adatto a una persona. Chi ha potuto già provare questo metodo ha perso tre volte più chili rispetto alla dieta mediterranea tradizionale.

Ma in cosa consiste il test? All’interno di un kit, che viene spedito a casa, si trova un tampone per il prelievo a digiuno (almeno due ore dopo i pasti e con denti ben lavati) della saliva, da lasciare asciugare per 15 minuti in posizione verticale per essere poi rimandato all’indirizzo della società.

L’azienda stessa si occupa delle analisi: vengono tenuti in considerazione tre geni responsabili dell’aumento di peso (su 12). Due dei geni, FABP2 e PPARG, controllano l’assorbimento del grasso attraverso l’intestino.  Il risultato viene poi mandato al paziente per posta e si è classificati in base a tre profili dietetici: chi deve tagliare i grassi e i carboidrati e chi soltanto uno dei due nutrienti. In tutti casi viene suggerita un’attività fisica moderata, perché il test non garantisce la perdita di peso. Inoltre, i medici hanno scoperto che proprio lo sport può dimezzare l’influenza negativa dei geni.

Le ricerche hanno verificato che tra il 20 e il 70% del peso corporeo ha una matrice genetica, che differisce però a seconda della razza e dei geni. Il 45% delle donne bianche caucasiche, ad esempio, sono più propense a mettere su peso se la loro dieta è ad alto contenuto di carboidrati, mentre il 39% assorbe più facilmente i lipidi.  Infine, tra il 10 e il 16% devono fare attenzione a entrambe le sostanze.

Ovviamente questo test ha valore scientifico ed è anche utile, ma si sta rivelando soprattutto un grande business per l’azienda che lo produce. In pochi mesi, le vendite sono cresciute del 500% e secondo alcuni studi di mercato sono destinate a lievitare ulteriormente.

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