La dieta danese per prevenire l’obesità

di Silvana Commenta

E’ stata battezzata dieta danese ma in realtà non ha nulla a che vedere con la cucina tipica del piccolo regno affacciato sul mar Baltico; il programma alimentare di cui stiamo per parlarvi deve infatti questo appellativo al fatto di essere stata “messa a punto” presso la Faculty of Life Sciences dell’Università di Copenaghen da un gruppo di ricercatori il cui obiettivo era quello di individuare il corretto equilibrio tra apporto proteico e fattore glicemico al fine di prevenire l’obesità.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medecine, è stato condotto in collaborazione con altri otto centri di ricerca europei ed ha visto coinvolto un campione di 772 famiglie in tutti i paesi dell’Unione i cui membri erano in sovrappeso. Tutti hanno seguito il regime dietetico indicato per otto settimane conseguendo un dimagrimento di circa 11 chili.

La dieta si basa sul consumo di proteine provenienti da carni magre, cereali integrali e legumi, a fronte di una notevole riduzione di alimenti ricchi di zuccheri semplici, quali pane e pasta, di latticini e formaggi grassi e di alcuni tipi di frutta quali banane, melone, kiwi, uva e ananas e non prevede comunque limiti relativi alla quantità di esse che può essere consumata giornalmente fermo restando che le proteine e i cereali integrali inducono prima un maggiore senso di sazietà.

Niente quindi mini porzioni e calcolo delle calorie, mentre viene opposto un no risoluto ai dolci. La dieta danese, tuttavia, precisano gli esperti, è consigliata solo a coloro che hanno notevoli problemi di peso e va comunque osservata sotto la supervisione attenta di un dietologo. Fondamentale inoltre mantenere stabile il livello di glucosio orientandosi su cibi che vengono digeriti molto lentamente mantenendendo alto il senso di sazietà.

Lo studio è stato condotto nell’ambito del Progetto Diogenes, partito nel 2005 e finanziato dall’Unione Europea. Il campione è fra i più grandi mai considerati in uno studio contro la lotta all’obesità.

[Fonte: La Repubblica]

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