La dieta degli aborigeni, salutare e sacra

di Valentina Commenta

Quando si parla di diete è interessante anche fare un viaggio indietro nel tempo e concentrare la propria attenzione su quelle relative a popolazioni del passato, non solo per scoprirne i particolari ma anche capire quanto abbiano influenzato la sopravvivenza di una determinata tribù fino al presente: gli aborigeni australiani rappresentano da questo punto di vista un grandioso esempio.

Dieta variegata e alimenti sani

In una curiosa inchiesta Repubblica affronta come la dieta degli aborigeni australiani posso aver avuto un importante influenza nella loro sopravvivenza nel corso dei millenni, nonostante invasioni, carestie e guerre da loro affrontate. E’ di particolare importanza l’esperienza di Dale Tilbrook, donna appartenente alla tribù Wardandi Bibbulmun di Margaret River, città dell’area di Busselton che da oltre 20 anni sta studiando le piante edibili dei nativi australiani e le loro proprietà. Una ricerca che ha portato al di fuori dei confini australiani la particolarità di una dieta che non solo viene considerata sacra da coloro che la seguono, ovvero gli aborigeni, ma che ha dimostrato di essere salutare e in qualche modo parte integrante della capacità di questa popolazione di sopravvivere nel tempo.

Ne è un esempio il quondong, albero del deserto che raggiunge i 4m di altezza e che per oltre 50000 anni è stato un importante sostituto della carne per il popolo Pitjabtjara. una pianta della quale si utilizzava tutto: il frutto è a per l’appunto un’ottima fonte proteica, la corteccia e le foglie venivano utilizzate sia come medicinali che per scopi cerimoniali.

Attualmente questi frutti vengono ancora consumati, ma sono legati ad una legge molto restrittiva per ciò che concerne lo sfruttamento: si può infatti mangiarne la polpa ma il seme deve venire restituito alla contea di provenienza al fine di provvedere ad un ricambio generazionale delle piante.

Frutti antichi dalle importanti proprietà

Altra pianta importante per gli aborigeni australiani sono le prugne Kakadu: il loro contenuto di vitamina C è il più alto in assoluto riscontrabile in un alimento o ancora si potrebbe parlare della carne di emù, molto magra, iperproteica e ricca di acidi grassi essenziali omega-3 ma povera di sodio colesterolo. Anche il Lemon Myrtle è un frutto molto importante grazie alla presenza di un’alta concentrazione di citrale vegetale, sostanza che può essere utilizzata sia per le sue proprietà antimicotiche che per quelle antimicrobiche.

Non appare difficile comprendere il perché si pensi che la dieta degli aborigeni abbia avuto un importante ruolo nel traghettare questa popolazione dal passato al presente senza essere decimata da malattie e carestie.

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