Anguria, calorie e benefici

di Redazione Commenta

L’anguria o il cocomero, come dir si voglia, è uno dei frutti più apprezzati dell’estate, per il suo sapore fresco o zuccherino e per il profumo che riempie l’aria.

Il periodi in cui l’anguria arriva a maturazione, infatti, va da giugno a settembre. Si tratta di un frutto composto sopratutto da acqua (94% circa), ma contiene anche proteine, glucidi e fibre alimentari in modeste quantità. Più ricca, invece, di sali minerali quali sodio, potassio, ferro fosforo, calcio, e di vitamine A, PP, B2, B1. Inoltre, l’anguria è una miniera di licopene, un carotenoide dalle spiccate proprietà antiossidanti che da all’anguria (così come al pomodoro) quel particolare colore rosso.

Il licopene, è una sostanza naturale molto importante per il benessere dell’organismo, aiuta, infatti, a combattere i radicali liberi, l’invecchiamento precoce, le malattie cardiovascolari e persino alcune forme tumorali come il cancro alla prostata, all’apparato digestivo in genere, al collo dell’utero, e al seno.

I sali minerali contenuti nell’anguria, sono particolarmente utili a contrastare il senso di spossatezza tipico della bella stagione, quando le temperature iniziano a farsi roventi. Inoltre, l’alto contenuto di acqua, rende questa frutta dissetante, diuretica e depurativa. L’anguria, è priva di grassi ed ha un’apporto calorico davvero esiguo (20 calorie per 100 grammi di polpa fresca), nonostante la dolcezza della sua polpa, che potrebbe trarre in inganno. E’, perciò, indicata nelle diete dimagranti, anche per il suo potere saziante. Inoltre, grazie alle sue proprietà, è molto efficace per combattere gli inestetismi della cellulite, al pari dell’ananas.

Secondo alcuni studi, inoltre, l’insospettabile anguria sarebbe anche un Viagra naturale, seppure dall’azione blanda, grazie al contenuto di citrullina, un aminoacido in grado di accendere la libido, contenuto soprattutto nella scorza. La citrullina, infatti, è un vasodilatatore.

Per molto tempo, l’anguria è stata bandita dalla tavola dei diabetici, ma oggi viene proposta in quantità modeste anche per chi soffre di iperglicemia poiché la sua componente dolce è rappresentata soprattutto dal ciclamato di sodio, piuttosto che dal fruttosio.

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