Cibi ricchi di calcio per chi è intollerante ai latticini

L’ intolleranza ai latticini e nello specifico al lattosio è estremamente diffusa. Purtroppo, con il passare degli anni si perdono gli enzimi che favoriscono la digestione di questo zucchero contenuto nel latte. La domanda chiave quindi è la seguente: come si fa ad assumere il corretto quantitativo di calcio? Ovviamente sono tantissimi i cibi che contengono calcio e non derivano dal latte. Ecco quali non devono mancare nella nostra dieta.

Vegetali probiotici per gli intolleranti al lattosio

 Buone notizie per tutti coloro che soffrono di allergia o di intolleranza al latte e ai suoi derivati: potranno finalmente godere di tutti i benedici dei fermenti lattici vivi sull’intestino, grazie ai vegetali arricchiti con dei batteri lattici probiotici, dei vegetali “probiotici”, insomma.

La besciamella per celiaci e intolleranti al lattosio

 Buone notizie per i celiaci, ma anche per gli intolleranti al lattosio e per i vegani: è stata creata la besciamella senza glutine, lattosio e a basso contenuto di grassi. La besciamella è una salsa di origine francese molto conosciuta anche in Italia, tanto che viene usata in diverse ricette, prime fra tutte le lasagne, il timballo e la pasta al forno.

Sei intollerante? Scoprilo con l’autotest

Prima di sottoporsi ai classici esami per le intolleranze alimentari, si può procedere ad primo autotest per controllare se i sintomi che si avvertono sono indice di qualche disturbo. In pratica, bisogna prendere nota di tutto quello che si mangia per 1 settimana, compreso i fuori pasti, appuntando anche gli orari.

Intolleranti al lattosio? Non rinunciate ai latticini

Buone notizie in arrivo per tutti gli intolleranti al lattosio: secondo una ricerca del National Institute of health, anche chi non tollera latte e formaggi non deve più privarsi di questi alimenti, per non rischiare carenze nutrizionali, basta che non esagerare nelle quantità. Le persone intolleranti al lattosio, lo zucchero presente nel latte, non hanno un enzima che serve a digerirlo, ma secondo gli esperti autori della ricerca:

Eliminare completamente latte e latticini dalla dieta, come molti pazienti credono sia necessario per evitare i disturbi, espone a carenze nutrizionali e deficit che alla lunga possono avere conseguenze sulla salute. I latticini sono i cibi più ricchi di calcio e vitamina D, privarsene significa mettere a rischio la salute delle ossa e non solo, visti i tanti studi che dimostrano l’importanza della vitamina D nella prevenzione di moltissime malattie.

Anche gli esperti italiani, come la dottoressa Antonella Muraro, responsabile del Centro di Riferimento Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze alimentari del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova, confermano i risultati delle ricerche effettuate dagli studiasi americani, come il fatto che la maggior parte degli intolleranti al lattosio può assumere una tazza di latte senza soffrirne i sintomi; solo nei casi più gravi possono manifestarsi dolori addominali e diarree.

Latte di soia, calorie e valori nutrizionali

Il latte di soia è, come è facile intuire, una bevanda molto diffusa nei paesi orientali, ma già da diversi anni è facilmente reperibile in qualunque supermercato italiano anche grazie al suo impiego come sostituto del latte vaccino nei casi di intolleranza al lattosio o allergie alla caseina e nell’ambito delle diete di tipo vegano; si tratta infatti di un alimento completamente vegetale, costituito da un’emulsione di grassi, acqua e proteine,  e può essere ottenuto sia dalla lavorazione della soia intera che da quella della farina di soia.

Più precisamente per ottenere il latte di soia i “fagioli” di soia essiccati vanno immersi in acqua per almeno tre ore, quindi, una volta reidratati, vengono macinati; alla purea così ottenuta si aggiunge la quantità di acqua necessaria ad ottenere la consistenza adeguata e successivamente il liquido che ne deriva viene bollito e filtrato.

Allergie al latte, le nuove linee guida

Si è tenuto qualche giorno fa a Milano il V Meeting di Allergologia Pediatrica, che ha visto riuniti oltre 800 pediatri di 34 Paesi per un confronto sul tema delle allergie infantili, un fenomeno in costante crescita in tutto il mondo (si stima infatti che nei Paesi sviluppati il 25-30% dei bambini sia affetto da allergie respiratorie).  Il meeting ha rappresentato l’occasione per la presentazione delle nuove linee guida internazionali DRACMA (Diagnosis and Rationale for Action Against Cow’s Milk Allergy) sulla diagnosi e la terapia dell’intolleranza alle proteine del latte vaccino.

Il documento, frutto del lavoro di un team di esperti coordinati da Alessandro Fiocchi, primario del Reparto di Pediatria dell’Ospedale “Macedonio Melloni” di Milano e Presidente della Commissione Speciale sulle Allergie alimentari della WAO (World Allergy Organization), propone indicazioni relative non solo a diagnosi e trattamento delle allergie alle proteine del latte, ma anche alle alternative al latte vaccino.

Intolleranza al lattosio, che fare?

L’intolleranza al lattosio è causata dall’impossibilità di digerire il lattosio, il principale zucchero contenuto nel latte. Tale condizione è determinata dalla carenza di lattasi, un enzima che scinde il lattosio in zuccheri più semplici (glucosio e galattosio) che successivamente vengono assorbiti dal tratto gastrointestinale; se questo non accade il lattosio rimasto nell’intestino viene fatto fermentare dalla flora batterica con la conseguente insorgenza di sintomi quali dolori e crampi addominali, gonfiore e tensione addominale, meteorismo e diarrea.

E’ possibile distinguere l’intolleranza al lattosio in primaria e secondaria: nel primo caso l’organismo non produce lattasi per un difetto genetico e i sintomi si manifestano sin dalla prima infanzia, nel secondo la perdita dell’enzima è temporanea e può essere dovuta a infezioni o lesioni del tratto gastrointestinale o mutazioni dietetiche repentine o anche una celiachia non diagnosticata. I sintomi si sviluppano in genere intorno ai sei anni di vita.

Quando l’intolleranza al lattosio è secondaria la terapia consiste nella introduzione nella dieta di piccole quantità di latte e latticini che vengono poi aumentate progressivamente in modo da stimolare la produzione di lattasi; questa può essere infatti considerata un enzima inducibile nel senso che quando l’assunzione di latte e latticini è modesta e saltuaria ciò può far si che la produzione di lattasi non sia sufficientemente stimolata.