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Acidità e pH: cosa sono e come mantenerli sotto controllo

 
Daniela
10 giugno 2009
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Chissà quante volte avrete sentito parlare di acidità (o acidosi) e di pH senza sapere bene cosa fossero: oggi affronteremo proprio questo argomento. Usando termini medici si può affermare che l’acidosi si verifica quando nel sangue aumenta la quantità di acidi facendo diminuire il valore del pH.

Le principali conseguenze dell’acidosi sono due: l’aumento dei radicali liberi e l’indebolimento del sistema immunitario, che potrebbero portare alla comparsa di fastidiosi disturbi. Per stare bene occorre, dunque, mantenere il pH dell’organismo al suo valore naturale, ossia 7, cercando di equilibrare la dieta di tutti i giorni, inserendo nel menù la giusta di alimenti alcalini e acidi.

La sigla “pH” è un’abbreviazione che deriva dal latino, “p” sta per “potentia” e “H” per “hydrogeni”, e serve a definire la concentrazione di ioni idrogeni all’interno di una sostanza. Per valutare l’acidità dell’organismo basta misurare il valore del pH delle urine utilizzando apposite strisce reperibili in farmacia.

Se il pH risulta ripetutamente acido è necessario modificare il proprio stile di vita e quindi assumere una dieta alcalinizzante, seguendo tre facili indicazioni: preferite i cibi alcalinizzanti, che dovrebbero rappresentare il 75% del consumo giornaliero, e ridurre quello dei cibi acidificanti, bevete in abbondanza, vale a dire che dovreste cercare di ingerire ogni giorno almeno un litro e mezzo di acqua alcalina, cioè con pH superiore a 7, ma sono adatte anche tisane e succhi di frutta e verdure, mentre vanno limiti tè, caffè e alcolici.

Non dimenticate di muovervi: una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliorano l’apporto di ossigeno e promuovono il rilascio di anidride carbonica, ovvero di acido carbonico, una sostanza che contribuisce ad innalzare il valore di acidità nell’organismo.

Tra gli alimenti acidificanti ci sono: carne, pesce, formaggi a pasta dura, frutti di mare, cereali, grassi animali, tuorlo d’uovo, latte, arachidi, caffè, tè, aceto, zucchero bianco, bevande gassate, alimenti conservati con additivi acidificanti, cibi troppo cotti.

Gli alimenti alcalinizzanti sono: legumi, (eccetto lenticchie e fagioli), patate, verdura cruda eccetto melanzane e rapanelli, yogurt magro bianco, mandorle, nocciole e uva, limoni, albicocche, carote, arance, mele, banane, insalata e kiwi. Sono invece alimenti neutri il miele grezzo e lo zucchero integrale di canna.

In media il pH naturale dell’organismo è leggermente acido, ma varia a seconda delle diverse zone del corpo; quello della pelle tende all’acido (circa 5,5) per contrastare il proliferare di funghi e batteri, nelle zone intime, è molto più acido, intorno al 4, mentre il pH del sangue è leggermente alcalino: tra il 7,35 e il 7,45 ed è molto sensibile alla dieta. La saliva ha un pH compreso tra 6 e 7, e  se diventa troppo acido, cioè scende sotto il 5,5, si creano le condizioni favorevoli alla carie e all’alitosi. I valori normali delle urine, variano da 5 a 7 e sono i più attendibili per valutare l’acidità dell’organismo.

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