Torna di moda la camomilla

di Rosanna Commenta

Messa in ombra dalle molte erbe in uso oggi nella fitoterapia, torna a far parlare di sé la camomilla, l’antico rimedio per prendere sonno, per calmare gli animi agitati, per attenuare crampi e dolori mestruali. La camomilla torna in auge dopo che un recente studio, condotto con analisi avanzate, ne ha evidenziato le proprietà curative.

La ricerca sugli effetti metabolici della camomilla, pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, è stata condotta su un campione di quattordici volontari, sette uomini e sette donne, che per due settimane consecutive hanno bevuto cinque tazze di camomilla al giorno.Per sei settimane sono stati raccolti dei campioni di urine, iniziando due settimane prima dell’inizio dell’assunzione di camomilla e proseguendo nelle due successive. Il profilo dei metaboliti presenti è stato rilevato usando la spettroscopia a elevata risoluzione insieme con metodi chemiometrici. E’ emerso che nei periodi di assunzione dell’infuso c’era un significativo aumento dei livelli urinari di ippurato, noto come antisettico urinario e prodotto del metabolismo dei fenoli, composti presenti in alcune piante associati a un’azione antibatterica. Questa scoperta darebbe spiegazione del perché la camomilla aiuti il sistema immunitario e combatta le infezioni associate al raffreddore. L’incremento interessava anche il livelli di glicina, un aminoacido che ha dimostrato di essere di aiuto per gli spasmi muscolari, il che spiegherebbe l’efficacia per i dolori mestruali o gli spasmi dello stomaco. La stessa azione calmante sembra averla anche sui nervi, da cui il blando effetto sedativo.

Vale dunque la pena di prendere una tazza di camomilla, soprattutto adesso che può rivelarsi anche un coadiuvante efficace contro i mali di stagione come il raffreddore e l’influenza. Per preparare un buon infuso, versare dell’acqua calda sui fiori di camomilla, lasciare in infusione non più di 2 minuti, filtrare e bere. Un tempo eccessivo di infusione può scurire la bevanda e in soggetti sensibili avere un effetto eccitante piuttosto che calmante.

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