Quante calorie si devono assumere in una giornata?

Quante volte vi siete chiesti quante calorie assumere durante la giornata? Sedersi a tavola e mangiare è facile, mangiare però il giusto, cercando il giusto equilibrio tra apporto nutrizionale e calorico non è per nulla facile. L´Efsa, l´Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha stabilito il fabbisogno medio di apporto energetico per adulti, neonati e bambini, e per donne in gravidanza e allattamento.

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Come resistere alle tentazioni nel weekend per conservare la linea

Tornare alla vita normale dopo le ferie è dura. Ormai è passato circa un mese e il ritmo dovrebbe essere tornato regolare, resta però chiaro il fatto che è necessario lavorare per non perdere tutti i benefici dell’estate. Così come se in vacanza vi siete un po’ lasciati andare, come capita a molti, è fondamentale cercare di eliminare i chili di troppo, prima di sedimentare il nuovo strato di “lardarello”. Come si fa? prima di tutto stando molto attenti al weekend. Il sabato e la domenica sono le giornate in cui si fanno le famose rimpatriate con gli amici.

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La dieta dimagrante per uomini sedentari

Ogni dieta dovrebbe essere associata a un po’ di sport e soprattutto ogni persona dovrebbe fare un po’ di sano movimento, per mantenersi in forma, per mantenere il cuore allenato e le arterie pulite. Come si fa a dimagrire senza fatica? È decisamente più complicato e il risultato è meno efficace, ma è possibile.

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Alimenti con meno di 100 calorie per una dieta ipocalorica

Seguire una dieta ipocalorica non deve voler dire mangiare senza gusto o patire la fame, ma saper scegliere i cibi giusti e possibilmente abbinarli insieme.  A volte il segreto di una linea perfetta sta proprio nella capacità di mettersi a tavola con la consapevolezza di quello che si facendo, cosa non poi così comune se si tiene in considerazione che la metà degli italiani non conosce i principi della Dieta Mediterranea.

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Peso ideale, cos’è e come si calcola?

Guardarsi allo specchio e vedersi bene. Non succede spesso. Il nostro occhio critico spesso è più severo di qualsiasi altro: troppo magri, troppo grassi o troppo e basta. Per essere sicuri dovremmo stabilire quale sia il peso ideale e confrontarlo con il peso reale. È questo l’unico modo per stabilire se il peso è idoneo.

Ma prima di incominciare bisogna chiedersi: esiste veramente un peso ideale? È ovviamente un parametro per stabilire se si è in sovrappeso oppure no, ma come ogni parametro va preso con le pinze. Certo è bene tener presente che sforare non è mai una cosa salutare.  Il peso ideale indica quindi una forma proporzionata che tiene conto dell’altezza, della costituzione (perché le ossa hanno un’incidenza importante) e dell’età. E soprattutto, in base a questi parametri, indica se la persona ha meno possibilità di ammalarsi.

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Fabbisogno calorico giornaliero, sconosciuto al 75% degli italiani

Non sono poi tante le persone informate sulla loro alimentazione. Quante calorie bisogna consumare in una giornata? Quante ne contiene un piatto di pasta al pomodoro? Come bisogna dividere il proprio menù tra grassi, proteine e carboidrati? Tutte risposte molto semplici per chi ha a cuore il proprio benessere, ma che la maggior parte degli italiani ignora. Lo dimostra un’indagine condotta dall’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione, guidato da Renato Mannheimer.

La ricerca, realizzata su un campione di 801 persone, ha purtroppo fotografato un paese convinto di saper mangiare correttamente, peccato che nei fatti poi non sia così preparato. Solo un italiano su quattro sa quante calorie si dovrebbero ingerire in media in un giorno e come ripartirle. Ricordiamo, che i grassi devono essere il 30%, gli zuccheri il 60% e le proteine 10%. Un altro limite sta nel calcolo calorico: il 54% non fa attenzione a quante calorie ha nel piatto, il 28% qualche volta e un altro 28%, invece, quotidianamente.

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Fibrosi Cistica: Indicazioni Nutrizionali (Parte I)

Affronteremo una malattia che negli ultimi anni ha registrato un aumento nella popolazione mondiale: la Fibrosi Cistica, in questa parte daremo una breve descrizione della malattia e delle linee guida redatte dal Ministero della Salute. La Fibrosi Cistica (FC) è una grave malattia ereditaria causata da una mutazione genetica che comporta, in chi ne è affetto, varie problematiche  a carico dei seguenti organi e apparati: sistema respiratorio, pancreas e produzione di enzimi digestivi, fegato, intestino, sistemi riprodutti.

E’ una malattia cronica (chi ne è affetto è ammalato per tutta la vita) ed è causata dall’alterazione di una proteina (CFTR). Esistono diverse forme di Fibrosi Cistica, da forme lievi a forme più gravi. La diagnosi precoce, anche nelle forme lievi, è fondamentali perchè il non trattamento può condurre comunque a un danno polmonare. Poco tempo fa, il Ministero della Salute ha redatto delle “Linee guida per una corretta prescrizione di prodotti dietetici erogabili per soggetti con fibrosi cistica” al fine di garantire a queste persone una dieta adeguata alla situazione di malattia.

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Il fabbisogno calorico giornaliero

Il fabbisogno calorico giornaliero è la quantità di energia che serve per mantenere stabile il peso corporeo, ed è espressa in chilocalorie (Kcal); il consumo quotidiano delle calorie si ottiene dalla somma di tre fattori, ovvero il metabolismo basale, cioè il consumo calorico in stato di riposo, dopo aver digerito e a temperatura costante; detto in altre parole, il metabolismo basale è l’energia che serve allo’organismo per compiere i procedimenti “interni”.

Gli altri due fattori che determinano il fabbisogno calorico sono la termogenesi prodotta dalla dieta, ovvero l’energia usata dall’organismo per metabolizzare e digerire il cibo assunto durante i pasti, e il costo energetico dell’attività fisica, cioè l’energia spesa durante lo svolgimento di attività fisica che dipende, ovviamente, dal livello di sedentarietà della persona.

Il fabbisogno calorico giornaliero varia da persona a persona perché dipende dalle caratteristiche dell’individuo stesso, ovvero dall’età, dal peso, dal livello di massa magra, dal lavoro che svolge e dal tipo o quantità di attività sportiva. Ma non solo; in parte dipende anche dalla predisposizione genetica, in quanto, ad esempio, il metabolismo basale varia da un individuo all’altro.

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