Superspaghetti contro il tumore al colon e le malattie cardiache

di Mariposa Commenta

 Se gli spaghetti diventassero una cura? Sarebbe fantastico. Ci stanno pensando i ricercatori dell’ARC Centre of Excellence in Plant Cell Walls di Adelaide, che stanno studiando un particolare tipo di pasta (chiamato superspaghetti) in grado di prevenire rischio di malattie cardiovascolari e tumori al colon.

Non saranno quindi più buoni o più saporiti, ma salutari. Alla base del progetto, ci sono le proprietà nutritive delle cellule di biomassa contenute nel grano duro. Lo studio, diviso in più ambiti, si avvale anche della collaborazione della prestigiosa università di Bari, impegnata ad analizzare l’amido e le fibre della pianta del grano, al fine di potenziarle. Al tempo stesso, gli esperti dell’università del Molise si occuperanno di comprendere meglio il ruolo del arabinoxilano e dei beta-glucani, due fibre naturali tipiche del grano duro. Per quale motivo? Da un lato si sta cercando di favorire la presenza di sostanze bioattive nel grano capaci di ridurre l’indice glicemico e il colesterolo, dall’altra c’è il desiderio di variare quanto più possibile il contenuto di fibra nella pianta.

Rachel Burton, team leader di entrambi i progetti, secondo quanto riporta LaRepubblica, è intervenuto commentando così:

Il termine “superspaghetti” sta già cominciando a eccitare la comunità scientifica, i nutrizionisti e i produttori alimentari di tutto il mondo ma, in termini più semplici, i “superspaghetti” non sono che un tipo di pasta con delle proprietà nutritive particolari, che vanno dalla riduzione dei rischi di problemi al cuore a contrasto del cancro al colon. Cercheremo anche, più semplicemente, di migliorare le proprietà nutritive della pasta così da renderla un alimento molto più salutare.

Non è quindi un caso che gli australiani, che finanziano gli studi, abbiano chiesto la collaborazione degli italiani. Il nostro Paese è il massimo consumatore di pasta, circa 27 kg a testa ogni anno, contro i 4 degli abitanti dell’Australia. Non ci sono quindi sono competenze scientifiche, ma anche sociali e culturali.

Photo Credit| ThinkStock

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