Arriva Rosita, la mucca che produce latte umano

di Tippi Commenta

Si chiama Rosita, ed è la prima mucca al mondo capace di produrre latte umano. La vitellina è nata in Argentina e l’annuncio è stato dato dal National Institute of Agrobusiness Technology. Gli scienziati, infatti, hanno inserito nel suo DNA i geni che producono il lisozima, un antibatterico e la lattoferrina, una proteina presente nel latte materno, che rinforza il sistema immunitario, migliora l’assorbimento di ferro da parte del neonato e inibisce la crescita di funghi e batteri.

Tuttavia, anche se i ricercatori affermano che questo è il primo caso del genere, dalla Cina, proprio qualche giorno fa, è arrivato un annuncio molto simile. Ggli scienziati della Chinàs Agricultural university di Pechino, hanno dichiarato di avere già 300 mucche in grado di produrre latte umano, di cui al momento si stanno testando le caratteristiche. La notizia, chiaramente, non lascia indifferenti.

Come spiega la biologa Michela Kuan, responsabile LAV vivisezione:

La clonazione animale è una materia sulla quale esistono gigantesche criticità sia dal punto di vista scientifico che etico: tutte ottime ragioni per opporsi a un simile orrore. Le applicazioni commerciali di tale latte sono dubbie, andando probabilmente ad alimentare un business tipico dei Paesi ricchi e non andrà a tamponare situazioni di grave denutrizione nelle fasce del mondo più povere. Inoltre, il problema legato ai primi giorni di allattamento e il conseguente trasferimento della barriera anticorpale tra madre e figlio, non sarebbe ovviato; anzi, si introdurrebbero problemi di possibili virus silenziosi ed effetti indesiderati non preventivati.

Inoltre, la LAV ha ricordato come negli ultimi 10 anni gli esperimenti di clonazione animale sono stati molti e perlopiù fallimentari, che hanno portato alla morte di numerose creautre. Infatti,la maggior parte degli embrioni animali clonati muore nei primi mesi di gravidanza o nasce morto o deforme. La preoccupazione riguardo a questa materia, perciò, resta forte, tanto che alcuni mesi fa il Parlamento UE si è espresso a favore del divieto di clonazione di animali per la produzione di alimenti e l’importazione delle loro carni.

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