L’elisir della giovinezza? Ridurre lo zucchero

di Rosanna Commenta

Mangiar poco e in particolare ridurre lo zucchero allungano la vita, anche di parecchio. Antiche saggezze popolari, che qualche mese fa sono state dimostrate scientificamente. Dopo varie ricerche condotte sugli animali, pochi mesi fa uno studio condotto su cellule umane segna un altro punto a favore della teoria della restrizione calorica, secondo cui mangiare con moderazione fa vivere più a lungo.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Faseb Journal, è stata condotta su cellule polmonari umane normali e precancerose, ovvero in quello stadio che precede di poco la trasformazione tumorale. Entrambi i tipi di cellule sono stati fatti crescere, ricevendo quantità di glucosio normali o ridotte. I ricercatori del Center for Aging e del Comprehensive Cancer Center dell’University of Alabama, le hanno seguite nel corso di alcune settimane per vedere come e quanto si moltiplicavano e per registrarne la sopravvivenza.

I risultati sono stati chiari. Se la quantità di zucchero somministrato diminuiva, le cellule normali vivevano più a lungo, quelle pre-tumorali morivano. Inoltre, valutando l’espressione e l’attività di alcuni geni-chiave delle cellule gli scienziati hanno notato che la dieta a basso contenuto di glucosio stimolava un aumento dei livelli di telomerasi, l’enzima che mantiene giovani i telomeri, ovvero le strutture terminali dei cromosomi che si accorciano man mano che si invecchia. Per stare meglio e invecchiare senza acciacchi, meglio cominciare allora mangiando poco e in modo sano.

Questa tesi è stata avvalorata anche dai risultati di un’altra ricerca presentata all’ultimo congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, condotta non su cellule, ma su uomini e donne in carne e ossa, secondo cui basta introdurre 100 calorie in meno al giorno per ridurre del 10 % circa il rischio di quelle disabilità diffuse fra le persone anziane. Visto che gli indizi vanno tutti nella stessa direzione, pare proprio che convenga moderarsi a tavola se vogliamo arrivare a soffiare su 80 o 90 candeline, magari in buona salute.

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