Dieta Sense, possibile perdere fino a 40 kg in un anno?

di Valentina Commenta

La dieta Sense promette di far perdere a chi la segue anche fino a 40 kg in un anno: un sogno per chiunque, affetto da obesità, soffre di un grande sovrappeso da combattere. Questo regime tra l’altro non promuove il conteggio calorico: ma è davvero possibile?

Questa dieta è stata creata e promossa da Suzy Wengel, amministratrice di una società attiva nel campo delle biotecnologie : essa è conosciuta anche come “Metodo delle quattro manciate”. Per dimagrire, secondo la donna, basta limitarsi a consumare al massimo quattro manciate di cibo ad ogni pasto: è il palmo della mano a divenire unità di misura e queste manciate devono risultare, ovviamente, il più possibile equilibrate in quanto a nutrienti.

Diverse persone hanno comparato questa dieta a quella a Zona e con le dovute differenze, l’approccio non è poi così differente. La dieta Sense prevede tre pasti nel corso della giornata ed il primo pasto deve essere composto da due manciate di verdure e due di proteine: entrambi questi gruppi di alimenti devono essere presenti in almeno due dei tre pasti previsti: solo chi esegue tanta attività fisica può incrementare il numero di proteine. Attenzione: ovviamente va preferita la carne bianca insieme ai formaggi magri, alle uova ed ai legumi. I carboidrati non devono mancare (sebbene possano essere sostituiti con le verdure, N.d.R.) e con essi anche i grassi, e nella fattispecie olio d’oliva, avocado, burro e frutta secca, che devono essere contenuti a 3 cucchiai a pasto.

Se si decide di saltarli, lo schema prevede la loro sostituzione con le verdure. Da ricordare sono poi i grassi (olio d’oliva, avocado, burro, frutta secca sono tra gli alimenti ammessi), il cui apporto non deve superare i tre cucchiai a pasto. Le restrizioni sono presenti nel consumo di latticini, mai più di 300 ml al giorno e devono contenere per 100 ml meno di 3,5 g di grassi e meno di 5 g di carboidrati. C’è chi sostiene di aver perso davvero (e non ripreso) molto peso: quel che è certo è che è necessario consultarsi con il proprio medico.