La dieta Lemme

di Daniela 29

Oggi continuiamo i nostri approfondimenti sulle diete più note occupandoci della dieta Lemme, che più che una dieta vera e propria è una “filosofia alimentare”, almeno secondo le intenzioni del suo ideatore, cioè il Dottor Alberico Lemme; come tutte le diete, anche la Lemme, ha diversi estimatori ma anche molti detrattori, vediamo, quindi, di capire in cosa consiste questa dieta e quali sono i suoi punti di forza e quali, invece, quelli deboli.

Chi è il Dottor Lemme?

Prima di spiegare in cosa consiste la dieta Lemme, bisogna spendere due parole sul suo ideatore, ovvero il Dottor Alberico Lemme, un farmacista di Desio, in Brianza, che nel 2000 ha fondato la sua Filosofia Alimentare, in pratica la dieta Lemme, con la quale si propone di far perdere addirittura fino a dieci chili in un mese, senza troppo sacrifici. Il Dottor Lemme è anche autore di un libro dal titolo un po’ particolare: “L’uomo che sussurrava ai ciccioni. I segreti di Filosofia Alimentare” nel quale spiega i principi della dieta da lui ideata.

Dieta Lemme, il principio di base

La caratteristica principale della dieta Lemme, che poi è anche il motivo per cui riesce ad avere tanti sostenitori, è che promette un dimagrimento importante e veloce: dai sette ai dieci chilogrammi al mese; secondo il Dottor Lemme, questi numeri sono dovuti al fatto che la sua filosofia alimentare non si basa sul calcolo delle calorie ma su una serie di parametri che combinati insieme permettono di gestire al meglio quello che si mangia.

I parametri della dieta Lemme

Come dicevamo, in questa dieta non si deve fare il calcolo delle calorie degli alimenti, considerate da Lemme un concetto ormai superato, bensì si basa sull’interazione di tre parametri fondamentali, quali l’indice glicemico degli alimenti e i suoi legami con l’insulina, l’impatto biochimico del cibo e l’insieme enzimatico individuale che è un fattore che varia nel tempo.

Nella dieta Lemme è importante anche come e quando vengono combinati i vari elementi, tutti fattori che, secondo il farmacista di Desio, permettono di trovare il giusto equilibrio e di ritrovare la forma perduta senza troppi sforzi.

Dieta Lemme, le fasi

La dieta Lemme si articola in due fasi: la prima è quella di dimagrimento vero e proprio e si occupa di definire il tipo di alimenti da consumare e la quantità, e va seguita per un tempo pari ai risultati che si vogliono raggiungere in termini di peso, metabolismo e circonferenza. La seconda fase è quella di educazione alimentare, dura tre mesi e ha l’obiettivo di reintegrare nel menù tutti gli alimenti finora eliminati, fino alla creazione di una specie di dieta personalizzata.

Dieta Lemme, la tabella alimentare

Secondo il Dottor Lemme ogni dieta deve essere personalizzata, tuttavia esistono delle regole uguali per tutti, come il fatto che la colazione non deve essere fatta oltre le 9,30, lo spuntino tra le 10 e le 11, il pranzo tra le 12 e le 14 e la cena tra le 19 e le 21.

Fin qui niente di strano visto che questi orari sono quelli che seguiamo più o meno tutti, semmai i problemi sorgono quando si scopre che i cibi permessi sono praticamente solo tre, ossia carne, pasta e pesce, che sono sì permessi in quantità illimitata, ma è ben risaputo che la monotonia nella dieta è una delle prime cause di insuccesso.

Dieta Lemme, gli alimenti permessi e quelli vietati

Se intendete seguire la dieta Lemme preparatevi ad eliminare dalla vostra alimentazione lo zucchero, l’aceto, i dolcificanti, il pane, il latte e i suoi derivati e il sale che non va messo neanche nell’acqua della pasta. Permessi invece la carne e la pasta, a patto di non abbinarli mai insieme, sì anche all’uso di spezie ed erbe aromatiche.

Un’altra particolarità di questa dieta è la possibilità di cambiare l’ordine dei cibi nei vari pasti, ossia è possibile consumare la carne o la pasta a colazione al posto del latte con i biscotti che invece è vietato.

Dieta Lemme, le controindicazioni

Molti nutrizionisti ritengono che la dieta Lemme non abbia fondamenti scientifici e pertanto sono propensi a sconsigliarla sostenendo che questo regime alimentare, consentendo il consumo praticamente solo di tre cibi e poca frutta e verdura, può causare stitichezza, gonfiori e carenza di micronutrienti e, pur permettendo di dimagrire velocemente, di certo non può definirsi una regime alimentare sano ed equilibrato, caratteristiche indispensabili per perdere peso in modo consapevole.