Dieta volumetrica per tagliare le calorie mangiando

La dieta volumetrica è un regime dimagrante creato negli Stati Uniti da Barbara Rolls e Robert Barnett; questo programma si basa sul consumo di alimenti poveri di calorie ma in grado di saziare. Non si tratta, dunque, di una dieta da fame, bensì di un programma che permette di mangiare e di sentirsi sazi pur tagliando le calorie.

Vuoi dimagrire? Mangia i funghi Champignons

 I funghi Champignons, ovvero quello tondi e bianchi che troviamo facilmente nel reparto orto-frutta del supermercato, sarebbero l’ideale per dimagrire e, poi, per mantenere il peso raggiunto. A sostenerlo è una ricerca effettuata dalla Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, e finanziata dal Mushroom Council, secondo la quale questi funghi aiuterebbero a perdere peso, oltre ad essere dei perfetti sostituti della carne rossa.

I consigli del dottor Oz per dimagrire

 Chi si interessa di diete e dimagrimento avrà sentito certamente parlare del dottor Oz, il medico chirurgo americano di origini turche che, all’interno del suo talk show intitolato “The Dr. Oz Show”, dispensa consigli su come dimagrire. In America il dottor Oz è diventato famosissimo anche grazie alla sua capacità di parlare di problemi alimentari in modo semplice e coinvolgente, e in Italia è sbarcato su Sky con la rubrica “Chiedilo al Dr. Oz”.

Indice di sazietà e fullness factory, i cibi amici della linea

L’introduzione dell’indice di sazietà per valutare il potere saziante di un alimento si deve al lavoro di un gruppo di ricercatori australiani guidati dalla dottoressa Suzan Holt; tale valore è stato misurato per la prima volta nel corso di una sperimentazione in cui vennero offerte, a un gruppo di volontari, porzioni di alimenti equivalenti a 240 calorie e valutato, a intervalli di 15 minuti, il loro desiderio di mangiare ancora e la quantità di cibo assunta due ore dopo in un buffet libero.

La dieta del pensiero: concentrarsi sul cibo e dimagrire

 

Pensare fortemente a una cosa e ottenerla. È un gioco che si faceva da bambini, ma non credo abbia mai portato a molto. Certo, il potere della mente è davvero molto utile soprattutto per auto-motivazionarsi e per perseguire un obiettivo. Chissà quindi che la dieta del pensiero non possa essere la soluzione a molti chili di troppo.

Più magre con le prugne secche

Perché le prugne ti aiutano a perdere peso? Un etto di prugne secche (circa 10 frutti) apportano tra 159 e 230 calorie. Contengono circa il 35% di zuccheri come glucosio e fruttosio, che danno subito energia e contribuiscono a far avvertire in fretta il senso di sazietà. Le prugne secche hanno anche una funzione diuretica, utile per liberare l’organismo dalle tossine d’origine alimentare. Inoltre sono ricche di fibre: ne contengono circa 10-16 grammi per etto. Ne bastano 3-4 al giorno per prevenire la stipsi.

Dopo un pasto iper calorico o un periodo di stravizi alimentari, basta consumare una decina di prugne secche al giorno per 3-4 giorni e l’organismo si depura e si alleggerisce. Nonostante siano spesso sottovalutate a livello nutrizionale, le prugne secche d’origine bio­logica, oltre ad avere un gusto e una consi­stenza accattivanti, hanno interessanti proprietà per chi intende smaltire qualche chilo. Innanzirutto sono energetiche ma senza essere troppo caloriche: infatti, un etto di prugne secche (che corrisponde più o meno a una decina di frut­ti) può apportare tra le 150 e le 230 calorie.

L’indice di sazietà

Inutile negarlo, il vero nemico delle diete è lo stimolo della fame, che ci coglie all’improvviso e che ci può far mangiare cose che, in situazioni “normali” non mangeremmo; proprio per questo, quando si inizia una dieta è bene considerare l’indice di sazietà degli alimenti consentiti. Questo dato, insieme a quello dell’appetibilità dei cibi, è importante esattamente come il calcolo delle calorie.

L’indice di sazietà, ovvero il grado di sazietà che dà un alimento, è stato studiato per la prima volta nel 1995 dalla ricercatrice australiana Suzanna Holt; dal suo studio è emerso che i fattori più importanti che determinano l’indice di sazietà sono: la densità calorica, ovvero le calorie contenute in 100 grammi di alimento: in poche parole, l’indice di sazietà diminuisce quando aumenta la densità calorica; le fibre che saziano facilmente, i macronutrienti, ovvero i cibi ricchi di proteine ma poveri di grassi hanno un alto indice di sazietà, al contrario dei carboidrati e dei grassi.

Dagli studi è emerso che i cibi più sazianti, eccezioni a parte, sono la verdura, la frutta, le carni e i pesci magri e lo yogurt; inoltre, ancora una volta è stato confermato come i cibi più calorici siano anche quelli meno sazianti.

La dieta dello yogurt

Possiamo considerate la dieta dello yogurt come una dieta monoalimento e va seguita per un periodo di tempo brevissimo (non è infatti una dieta bilanciata).

E’ un alimento perfetto per le diete ipocaloriche perché ha un indice di sazietà molto elevato, in particolare quello intero ed alcuni fra quelli magri (non tutti: quelli eccessivamente magri, con grassi inferiori all’1% saziano di meno e quindi si corre il rischio di mangiarne in quantità maggiori). Contiene proteine, grassi e carboidrati e può essere assunto anche da chi è intollerante al lattosio.