Carboidrati e dieta, meglio la pasta del pane

Generalmente, quando decidiamo di metterci a dieta o di perdere peso, la prima cosa che si pensa di fare è quella di eliminare i carboidrati dall’alimentazione, convinti che basti questo per assicurare il dimagrimento. In realtà non è proprio così e a spiegarlo sono gli esperti del Nutrition Foundation of Italy, che insistono sul fatto che tutti i nutrienti, e quindi anche i carboidrati, sono essenziali per un’alimentazione sana e bilanciata, basta solo scegliere quelli giusti.

Lo zucchero rende meno aggressivi e addolcisce l’umore

Lo zucchero è un tranquillante naturale. Avete i nervi tesi, siete nervosi perché in ufficio vi hanno fatto perdere la pazienza? Una caramella o un cioccolatino possono aiutare. Non è il rimedio della nonna, a sostenere questa tesi sono i ricercatori della Ohio State University che hanno scoperto che assumere dello zucchero, una bevanda dolce, può far calare la rabbia. Almeno per un po’. Meglio di niente. Cero, questa non deve essere la scusa per esagerare.

Per dimostrare questa tesi sono stati testati due gruppi di volontari: un gruppo ha bevuto limonata zuccherata, mentre l’altro limonata dolcificata. Alla fine dell’esperimento le persone che avevano consumato la limonata zuccherata, quando sono stati sottoposti a provocazioni da parte di un estraneo, hanno reagito con meno rabbia e aggressività, rispetto agli altri.

Sei affetto da iperglicemia o diabete? Devi cambiare stile di vita

In Italia il 6% della popolazione, pari a circa 3,5 milioni di persone, soffre di diabete. Tuttavia,  circa un milione di persone non si rende conto di averlo. È una malattia che negli ultimi anni sta aumentando vertiginosamente, anche a seguito dell’aumento di obesità e del cibo spazzatura.  Una guida, dal titolo Iperglicemia e diabete, realizzata da Attilio e Luca Speciani di Eurosalus ed edita da Giunti Editore aiuta a fugare ogni dubbio sull’iperglicemia e sul diabete.

Secondo gli autori, uno dei fattori più importanti e determinanti è lo stress. Lo stress, infatti, alza i livelli di glucosio nel sangue. Un motivo a tutto questo c’è e risiede nella nostra natura. Gli esseri umani hanno una sorta di sistema di controllo che viene attivato nel momento in cui si avverte una minaccia. Come scrivono gli autori,

“Se ipoteticamente uno di noi si trovasse a tu per tu con una tigre, questo sistema ci permetterebbe di utilizzare istantaneamente le migliori fonti energetiche disponibili; bruceremmo istantaneamente tutte le nostre riserve di glucosio”.

Dieta con pochi zuccheri contro il tumore

Secondo quanto emerso da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della University of Alabama di Birmingham e pubblicato sulla rivista scientifica Faseb Journal, consumare meno glucosio, il più comune fra gli zuccheri, allunga la vita delle cellule polmonari sane accelerando allo stesso tempo il processo di eliminazione di quelle polmonari pre-cancerose, contrastando, di conseguenza, la crescita e la diffusione del tumore.

I risultati della ricerca confermano quindi, come spiega Trygve Tollefsbol, coordinatore del gruppo di studiosi,  i benefici ottenibili dalla restrizione calorica sul nostro stato di salute. Controllare l’introito calorico, in altre parole, rende longeve le cellule sane e aiuta l’organismo a mettere fuori combattimento quelle malate.

Nel corso dello studio i ricercatori hanno analizzato cellule umane polmonari sane e pre-cancerose in provetta testando su queste gli effetti del glucosio; in questo modo hanno potuto osservare come bassi livelli di glucosio inducano le cellule sane a crescere più di quanto non facciano in presenza di livelli di glucosio più elevati, ma provochino più rapidamente la morte delle cellule pre-cancerose.

Indice glicemico: cos’è e come mantenerlo sotto controllo

L’indice glicemico (IG) di un alimento rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia, cioè la concentrazione di glucosio nel sangue, in seguito alla sua assunzione. L’IG è espresso in centesimi, quindi, a seconda del picco raggiunto, i cibi sono divisi in tre classi: a basso indice glicemico, cioè inferiori a 40, medio, cioè tra 40 e 70, e alto, vale a dire maggiore di 70.

Tanto per fare un esempio, le patate lesse hanno un indice glicemico pari a 70, decisamente più alto rispetto alla pasta cotta al dente che ha un IG pari a 45; la pasta al dente ha un indice inferiore a quella scotta, perché le molecole non sono già rotte dalla cottura e il cibo si trasforma più lentamente in glucosio.

In sintesi, i regimi basati su questo valore reputano favorevoli, perché a basso IG, tutta la verdura, tranne le patate, quasi tutta la frutta, alcuni cereali, come orzo e avena, e sfavorevoli tutti i carboidrati raffinati, vale a dire pasta, pane, riso, dolci e zuccheri.