Ipotiroidismo e dieta, come regolarsi

Ipotiroidismo e dieta, come regolarsi? Un vero e proprio regime alimentare dedicato a questa patologia non esiste: sarà lo specialista a crearne uno in base alle singole esigenze del paziente. Noi però possiamo farci una prima idea di quello che possiamo o non possiamo fare.

Sale iodato per combattere le malattie della tiroide

 Il sale iodato è un sale da cucina ricavato dall’acqua di mare o dalle minierei di salgemma e poi addizionato di iodio sottoforma di iodato di potassio o di ioduro ed è la soluzione proposta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per cercare di risolvere i problemi causati da carenza iodica, responsabile di malattie tiroidee e di altri disturbi. Proprio in questi giorni, ha messo a punto i nuovi loghi da utilizzare sui pacchi di sale iodato e sulle etichette dei prodotti alimentari che contengono questa sostanza.

Migliorare il metabolismo con la dieta ricca di iodio

Chi soffre di carenza di iodio può andare incontro ad qualche problema nel funzionamento della tiroide, in quanto questo minerale è essenziale per il corretto lavoro della ghiandola; con un corretto apporto di iodio, tutto l’organismo riceverà dei benefici, compreso il metabolismo che così potrà funzionare meglio.

Una dieta ricca di iodio, è in grado di prevenire diversi disturbi, come stanchezza, aumento di peso e depressione, oltre a regolare il livello di colesterolo nel sangue e a migliorare il metabolismo.

L’apporto di iodio giornaliero consigliato è di 1,5 grammi al giorno, avendo cura di non superare questa dose per non andare incontro ad altri disturbi anche piuttosto gravi; se però soffrire di pressione alta o di altre patologie, è meglio consultare il proprio medico prima di intraprendere l’integrazione. L’eliminazione dello iodio dall’organismo avviene soprattutto per via urinaria.

Il prezzemolo è un valido aiuto per chi soffre di ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una patologia causata dall’incapacità della tiroide di sintetizzare la quantità di ormoni adeguata alle esigenze dell’organismo, provocando un rallentamento nei processi metabolici, e si manifesta con sintomi quali aumento del peso corporeo, stipsi, anemia, sonnolenza, intolleranza al freddo.

Per combattere l’ipotiroidismo ci sono dei farmaci medici, ma anche dei rimedi naturali, tra di essi il prezzemolo è senza dubbio quello più adatto per curare questa patologia della tiroide. Per ottenere i massimi benefici dal prezzemolo bisogna usarlo negli alimenti, in quanto la sua ricchezza di minerali, soprattutto di iodio, di vitamine, soprattutto la A, la C e la E, e di clorofilla, aiuta a combattere i sintomi che provoca questa malattia.

Il fatto che il prezzemolo contenga lo iodio è molto importante, in quanto i disturbi della tiroide sono spesso dovuti ad una carenza di questo minerale: infatti se manca lo iodio la tiroide non può sintetizzare i suoi ormoni e si manifesta l’ipotiroidismo.

Iodio, ecco perché è importante la sua presenza nell’organismo

Per gran parte della gente il mare è sinonimo di vacanza, divertimento e relax, ma forse non tutti sanno che offre gratis la “iodioterapia”. L’acqua di mare, infatti, come l’aria delle località balneari, è ricca di questo minerale prezioso per la salute: controlla il metabolismo, lo sviluppo e i processi mentali, la crescita di capelli e unghie ed è fondamentale per la produzione degli ormoni della tiroide; una sua carenza può causare seri problemi non solo a questa ghiandola, ma a tutto l’organismo.

Quando i livelli di iodio nel sangue sono bassi, la tiroide lavora di più per cercare di mantenere le corrette percentuali di ormoni nel sangue; per questo aumenta di volume, formando il cosiddetto gozzo. Oltre a costituire un problema estetico, l’ingrossamento può comprimere gli organi vicini e, nei casi più seri, può provocare difficoltà a deglutire, a parlare e respirare.

Un’alimentazione varia ed equilibrata è in grado di soddisfare i fabbisogni di iodio nell’organismo e può essere d’aiuto nell’impedire la comparsa di alcuni lievi disturbi che si possono manifestare in seguito ad un’alterata attività della tiroide.