Gli effetti della menopausa e dell’infarto si curano camminando

di Rosanna Commenta

Chi è appassionato di trekking lo sa, dietro al silenzio dei passi si nasconde una melodia che ti fa sentire parte della natura. Ma l’escursionismo non è solo contemplazione e relax, è anche allenamento, ed è per questo che sempre più numerosi studi cercano di spiegare agli appassionati qual è il modo migliore per mantenersi in forma camminando. Uno studio condotto dai ricercatori della Quebec’s Laval University di Ville de Quebec, in Canada, afferma che fare una passeggiata di 45 minuti tre volte la settimana per un periodo di quattro mesi aiuta a perdere peso, riduce gli acciacchi e rende le donne in menopausa più vitali ed attive, alleviando anche sintomi frequenti e fastidiosi come vampate, tachicardia e sbalzi d’umore.

Camminare, infatti, non è solo un modo per tenersi in forma, ma anche per curare disturbi precisi. Come spiega il dott. Adriano Rinaldi, medico anestetista, membro della commissione medica del Cai,

“Qualsiasi  persona può praticare questa attività.Questo vale anche per gli appassionati del trekking che soffrono di ipertensione e diabete o che sono coronaropatici, ovvero che hanno avuto un infarto, che anzi da questa attività possono trarre benefici concreti. Ovviamente adottando le dovute precauzioni”.

Al di là di chi è affetto da patologie specifiche, il 13% degli alpinisti che raggiunge la quota dei 3000 metri di altezza incorre nel male acuto di montagna a causa della riduzione della pressione dell’ossigeno nell’aria. Per evitare il male acuto di montagna oltre i 3000 metri è opportuno salire gradualmente e lentamente, non servirsi di mezzi di risalita veloce ed evitare un eccessivo affaticamento una volta arrivati in quota.

Le persone mediamente allenate possono camminare sino a 6-8 ore facendo però le dovure pause. Non dimentichiamo infatti che sempre maggiore è il numero degli esperti che afferma che è indispensabile fermarsi ogni ora e che questa pausa ha un’efficacia diversa a seconda dell’età; i più giovani hanno tempi di ripresa più veloci di chi ha superato i 45 anni. Infine bisogna ricordare che anche l’alimentazione va curata, così da favorire il bilancio energetico; una giornata di camminate si affronta bene mangiando frutta secca e bevendo molto.

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