Dimagrire dopo le feste, quale dieta scegliere tra alcuni “classici”: Atkins, Scarsdale, South beach, Montignac

di Tippi Commenta

Se fate fatica a tirare su la lampo della gonna … vuol dire che è arrivata l’ora di smaltire i chili di troppo accumulati durante le feste! Dopo le grandi abbuffate di Natale e Capodanno, tra fiumi di alcol, banchetti degni di Pantagruel e dolci a go go, bisogna recuperare le buone abitudini.

Per dimagrire, adottare regimi alimentari drastici o osservare il digiuno non è di nessuna utilità, oltre che dannoso per la salute dell’organismo. Di diete, si sa, ne esistono a palate, ma vediamo insieme alcuni “classici” per scegliere quella più adatta alle nostre esigenze, previo il parere del medico, si intende!

Dieta Atkins

La Dieta Atkins è sicuramente tra i regimi dimagranti più noti. Il dottor Atkins, che l’ha messa a punto, è stato uno dei primi a sostenere la salubrità di una dieta a basso contenuto di carboidrati. Secondo l’esperto, infatti, il corpo per stare bene necessita maggiormente di proteine di origine animale, di latticini, verdure e frutta in quantità moderate. La dieta non prevede un calcolo delle calorie, questo non significa però che si può abbuffare!

La dieta atkins si compone di diverse fasi: introduzione, dimagrimento, pre-mantenimento, mantenimento a lungo termine. Un esempio di dieta è questo: a colazione uova e pancetta, yogurt greco con mirtilli, una fettina di quiche o dei pancake. Pranzo e cena, invece, sono solitamente a base di proteine, verdure e insalata.

dieta Scarsadale

La dieta Scarsadale è stata ideata dal cardiologo statunitense H.Tarnhower, ed è una variante della dieta Atkins. Si tratta, infatti, di un regime che prevede un apporto ridotto di carboidrati e grassi cui corrisponde un aumento dell’assunzione di cibi ricchi di proteine. Gli alimenti possono essere consumati nella quantità desiderata, e l’apporto calorico giornaliero è di circa 1000 calorie.

Questa dieta non può essere seguita per più di 14 giorni, a cui segue un regime dietetico di mantenimento. E’ estremamente rigorosa e non è indicata in caso di problemi di salute, anche non gravi, di qualunque natura. Le regole, infatti, sono feree: mangiare esattamente quello che è stabilito senza fare sostituzioni, non bere alcolici (uniche bevande permesse sono caffè nero, e acqua tonica), limitarsi a spuntini a base di sedano e carote, condire insalate e verdure solo con limone e aceto o con i condimenti previsti, privare la carne del grasso visibile e non cucinarla con olio, burro, margarina o altri grassi, smettere di mangiare solo una volta sazi.

Dieta South Beach

La dieta South Beach, in voga presso le star di Hollywood, è stata messa a punto dal dottor Arthur Agatston e consentirebbe di perdere dai 4 ai 6 chili in 15 giorni. E’ una dieta proteica e ricca di acidi grassi, dove i carboidrati sono assolutamente banditi.

Gli alimenti consentiti nelle prima fase sono: uova, carne, pesce e verdura, devono essere tutti cibi freschi e preparati con aromi naturali e spezie, No ad alimenti elaborati, confezionati, fritti e ai grassi aggiunti. Mano a mano che i giorni passano si prosegue con legumi, frutta e cereali. Si dimagrisce velocemente, tuttavia il mantenimento del peso forma spetta al singolo soggetto di mantenere uno stile alimentare consono alla propria attività quotidiana.

Dieta Montignac

La dieta Montignac prende il nome dal suo ideatore, il francese Michel Montignac, ed è finalizzata al dimagrimento e alla prevenzione di malattie cardiovascolari e diabete di tipo 2. Il metodo non si basa sul calcolo delle calorie, ma sul controllo dei livelli di insulina nel sangue. Secondo il nutrizionista, infatti, l‘obesità è correlata all’iperinsulinismo causato indirettamente da alcuni cibi. Il regime ideato da Montignac, infatti, privilegia i carboidrati a indice glicemico basso, le proteine, e gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi. La dieta è articolata 2 fasi, una di dimagrimento vero e proprio, che prevede esclusivamente il consumo di glucidi con indice glicemico uguale o inferiore a 35, ed una successiva di stabilizzazione e prevenzione, che prevede una maggiore libertà nella scelta degli alimenti in base all’indice glicemico.

Photo Credit|ThinkStock

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