Al posto della carne prendete il grana o il parmigiano!

di Siry 3

Il primo incontro con il formaggio, almeno per i bambini italiani, è quasi una tappa obbligata: una grattugiatina di “grana” nella pappa, poco dopo l’inizio dello svezzamento; questo, di norma, il consiglio dei pediatri già a partire dal quarto-quinto mese di vita. Un’indicazione che si ricon­ferma poi nel corso del tempo, per tutta l’infan­zia e nell’adolescenza. Ma per quale motivo è possibile inserire questo ali­mento così precocemente nella dieta del bebè, a differenza di altre varietà di formaggi? E quali sono le proprietà nutritive che ne fanno un prezioso alleato in tutte le fasi della crescita? E ancora: in che cosa si distinguono tra loro Par­migiano Reggiano e Grana Padano? Come sceglierli?

Oggi scopriremo come sfruttare al meglio i principi nutritivi (e le virtù snellenti) di questi due formaggi stagionati, che fra l’altro sono degli ottimi “integratori” da proporre ai nostri figli in alternativa alla carne. So­prattutto a settembre, con la ripresa della scuola grana e Parmigiano sono una miniera di calcio (un minerale dalle virtù sazianti e antifame) ma anche di fosforo, potassio, magnesio, zinco e vitamine (la A, la PP e quelle del gruppo B).

In 30 g di formaggio sono concentrate le sostanze nutritive di mezzo litro di latte; per ottenere un chilo di prodotto occorrono infatti ben 15/16 litri di materia prima. Perciò per un bambino dai 4 ai 6 anni di età, 25 grammi di Grana o parmigiano coprono all’incirca il 35% del fabbisogno giornaliero di calcio, oltre il 25% di proteine, il 20% di fosforo e ben il 70% di vitamina B12. Nell’insieme, dunque, in questi formaggi sono contenute:

  • proteine, autentici “mattoni” per la costruzione dell’organismo;
  • calcio, fondamentale per lo sviluppo dei denti e dell’apparato scheletrico;
  • vitamina A, indispensabile per gli occhi, la pelle e la compattezza dei tessuti;
  • vitamine del gruppo B, che contribuiscono a formare i globuli rossi e pro­teggono il sistema nervoso.

Il lungo invecchiamento a cui sono sottoposti Grana Pa­dano e Parmigiano Reggiano li rende estremamente digeribili, e per questo motivo adatti anche ai piccolissi­mi. Ma c’è di più. Pur trattandosi di alimenti di origine animale, in questi formaggi è presente un’elevata per­centuale di grassi insaturi, considerati i migliori per l’organismo umano, accanto ad un’utile frazione di grassi sa­turi dall’elevato potere saziante.

Questi formaggi sono quindi perfetti quando bambini e ragazzi sento­no il bisogno di “una botta di energia” immediatamente disponibile. Evitando così di ricorre­re a dolci, snack e merendine. Padano o reggiano, quali le differenze? Dal punto di vista nutrizionale grana e parmigiano non differiscono molto tra loro. Entrambi hanno ottenuto dall’unione europea il marchio dop e sono sottoposti alla supervisione di un consorzio di produttori. Le maggiori differenze risiedono nel gusto, il grana risulta più delicato e il parmigiano più saporito e nei processi produttivi.  

Il gusto invitante di Grana e Parmigiano può es­sere anche un ottimo alleato per convincere bam­bini e ragazzi a mangiare altri alimenti preziosi per la salute: come ad esempio la frutta, ricca di fibre e vitamine che conservano attivo l’intestino. Fate in questo modo:

Riscaldare un padellino antiaderente e versarvi due cucchiaini di Grana Padano o Parmigiano Reg­giano grattugiati. Far fondere il formaggio fino a farlo diventare uno strato uniforme e dorato. Toglierlo dal fuoco e ap­poggiarlo, ancora caldo, su una tazzina rovesciata e mo­dellarlo come un cestino. Una volta raffreddato, riempirlo con frutta fresca a cubetti.

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