Perdi peso con peperoni e peperoncino

di Rosanna Commenta

Ancora conferme sulle proprietà benefiche della capsaicina, la sostanza contenuta in peperoni e peperoncino che aiuta a bruciare i grassi e a favorire la produzione di energia. Ad affermarlo è un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Proteome Research ed eseguito su modello animale da un team di ricercatori della Daegu University, in Corea. Gli scienziati hanno sottoposto un gruppo di topi a una dieta ricca di grassi per favorire l’obesità. Metà di questi, per cinque settimane, hanno assunto, oltre alla quantità di cibo stabilita, una dose di capsaicina pari a 10 mg per chilo di peso corporeo.

I restanti topi, appartenenti al gruppo di controllo, hanno ricevuto per nove settimane un’integrazione alla dieta con della sola soluzione salina, ovvero un placebo. Al termine del test, le analisi hanno permesso di scoprire che i topi a cui era stata data la capsaicina avevano perso circa l’8% del peso corporeo rispetto ai topi del gruppo di controllo a cui era stata data la soluzione salina.

Inoltre, i topi che avevano assunto la capsaicina mostravano positivi cambiamenti a livello proteico. Nella fattispecie, l’espressione delle proteine nel tessuto adiposo indicava un incremento nella regolazione di 10 proteine chiave e, allo stesso tempo, un decremento nella regolazione di altre 10. Tutto questo si traduce in un migliore funzionamento e regolazione del metabolismo lipidico, ossia dei grassi, e una riduzione dell’ossidazione.

Come hanno commentato il dott. Jong Won Yun, che è stato a capo della ricerca, ed i colleghi,

“L’analisi comparata del proteoma nei topi con obesità indotta dalla dieta ci ha permesso di delineare possibili percorsi coinvolti nella risposta alla capsaicina. Le proteine identificate qui sono coinvolte in funzioni cellulari che includono il metabolismo lipidico, i processi di ossidoriduzione e la trasduzione di segnali ed energia. Alcune di queste sono già state collegate all’obesità umana, suggerendo che le proteine identificate di recente potrebbero anche avere importanza nell’obesità e che dovrebbero essere ulteriormente approfondite”.

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