La dieta per la salute dei reni

Per la salute dei reni una dieta sana è quello che ci vuole: secondo gli esperti per proteggere la salute di questi importantissimi organi e proteggersi dalle acidosi metaboliche bisogna mangiare frutta e verdura in abbondanza e altri alimenti considerati anti-scorie. In particolare, la frutta e la verdura, cibi ricchi di sali minerali e di vitamine, proteggerebbero i reni, al pari di alcuni medicinali, dalle malattie dovute alla produzione eccessiva di acido.

Togliere 3 chili con cardo, solidago e lime

Tre chili sono un “piccolo” problema di sovrappeso ma, se si depositano nei punti sbagliati, rovinano la linea. Per eliminarli, riattiva il fegato e i reni e ti liberi dalle scorie più ingrassanti. Disintossicarsi  significa riattivare la circolazione linfatica, che trasporta le tossine dalla pe­riferia al centro, convogliandole nel sangue venoso. In secondo luogo, drenare significa aiuta­re fegato e reni a compiere il loro naturale lavoro di depuratori dell’organismo. Il fegato riceve il sangue intestinale dove sono presenti le molecole introdotte dall’alimentazione che verranno trasformate, ac­cumulate, rimesse in circolo o eliminate. I reni invece filtrano il sangue, eliminando le scorie idrosolubili. Il segreto per dimagrire qual è?

 Usare i cibi e le erbe che riattiva­no fegato e reni. Frutta e verdura provenienti direttamente dall’orto o da agricoltura biologica e/o biodinamica: mangiane a volontà, meglio cruda che cotta, anche 4-5 porzioni al giorno. Cominciamo il programma naturale di dimagrimento: innanzi tutto ogni mattina bere il diuretico: per stimolare il drenaggio renale è utile una miscela composta da diuretici naturali come Berberis vulgaris D4, Solidago D3 e Sarsaparilla D6. Per favorire anche l’attività dei fegato si assocerà questo mix di gocce a Lycopodium D4 anch’esso nella versione compositum, in cui è associato per esempio a Taraxacum D4 e Cynara scolymus D6, altri due noti rimedi drenanti del fegato. Infine, per aiutare la circolazione linfatica sì assocerà Juglans regia D3 miscelato a Myosotis arvensis D3: tutti questi rimedi si trovano nelle farmacie con reparto naturale. Poni 30 gocce di ciascun rimedio in un litro di acqua naturale da assumere durante tutto l’arco della giornata sorseggiando l’acqua e tenendola in bocca qualche secondo prima di deglutirla.

 

Per avere fianchi magri devi depurarti

La linea che avrai nella primavera e nell’estate 2010 dipende da quello che fai adesso, a dicembre. Siamo in un periodo critico, perché d’in­verno il metabolismo tende nor­malmente a rallentare: si tratta di un rallentamento fisiologico e naturale, dettato dai cicli della natura e dal clima più rigido. L’inverno è però anche un periodo di grande rinnovamento: si chiude la sta­gione autunnale, termina l’anno in corso, ini­zia l’inverno e incomincia un nuovo anno.

Per evitare di ritrovarti con qualche chilo in più a giugno, devi rinnovare adesso il meta­bolismo con un giusto ciclo di depurazione. In questo modo puoi sostenere i principali organi emuntori del tuo corpo: il fegato, i reni e l’intestino. Sono le tue stazioni di depurazione che normalmente ti aiutano a smaltire le tossine in eccesso e i prodotti di scarto del metabolismo. Ma ora rischiano di andare in tilt, complice sì il freddo e il grigiore dell’inverno, ma anche e soprattutto le abitudini di alimentari, i ritmi di vita frenetici, il carico di lavoro e di stress. Poi, come se non bastasse, tra poco arriveranno pandori, panettoni e torroni, che non sono proprio un toccasana per la silhouette.

Inizia a depurarti adesso, nei primi giorni di dicembre, utilizzando le erbe e i cibi anti scorie: avrai risultati immediati e duratu­ri. Uno stato di intossicazione si instaura tutte le volte che si verifica uno squilibrio tra il carico di nutrienti che introduciamo con l’alimen­tazione e la capacità del nostro metabolismo di elaborarli e di smaltire i prodotti di scarto. Quindi, l’intossicazione compare o perché il me­tabolismo rallenta (come può avvenire “fisiologicamente d’inverno oppure quando introducia­mo alimenti poveri di vitamine, fibre e sali mine­rali) o perché il carico di lavoro cui esso è sottopo­sto aumenta (come succede quando si stramangia durante le feste).