Motivazione per dimagrire, le stategie più efficaci

Obiettivo: perdere peso. In vista della primavera la dieta e la perdita del peso sono pensieri ricorrenti che comincino a diventare un’esigenza quando si tratta di perdere qualche chilo accumulato durante l’inverno dopo qualche fuori programma in più del dovuto. Provare diete di vario tipo e poi arrendersi dopo pochissimo tempo è quanto di più negativo si posa fare per la salute, ma anche per la psiche. Per perdere peso infatti, è necessario seguire un regime alimentare adatto a noi ma anche curare la nostra mente per mantenere costanza e motivazione a dimagrire.

Per non perdere subito la motivazione nella dieta è fondamentale avere un approccio realistico con il dimagrimento. Non fidatevi di quegli articoli che parlano di diete veloci, di perdere 10 chili in un mese e mangiando di tutto. Una dieta normale prevede un dimagrimento medio di un chilo a settimana.

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Il successo di una dieta risiede nel non chiedere troppo a se stessi, essere meno stressati e cercare di gestire al meglio le emozioni negative in modo che lo stress, una delusione o un momento di tristezza non si trasformino in un’occasione per mangiare di più.

Non legate il vostro valore al peso sulla bilancia. Dimagrire aiuta a stare meglio con se stessi ma non determina il successo della nostra vita. Se vi concentrate sul cambiamento interiore, invece che su quello esteriore, otterrete migliori risultati.

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Infine non inseguite il mito di un peso che non è adeguato alla vostra costituzione o alla vostra età. Il peso corporeo è una cosa che deve rispettare determinati criteri e solo un medico può dirci quanto effettivamente dobbiamo dimagrire.

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Capire le emozioni che ci inducono a mangiare troppo

Ritrovare la linea non è sempre facile perchè ad entrare in gioco ci sono numerosi fattori, primo fra tutti quello emotivo. Il segreto per riuscire a perdere peso sta nella gestione delle emozioni che precedono o seguono l’ingestione incontrollata del cibo. Le emozioni, infatti, sono tra i fattori che innescano spesso abbuffate o trasgressioni durante la dieta che tanto faticosamente cerchiamo di seguire.

Tante volte, dietro all’impossibilità di iniziare o portare a termine una dieta oppure dietro la voglia stessa di dimagrire può nascondersi ben altro. Ogni fallimento della dieta o dietro l’inizio della dieta, spesso ritroviamo problematiche psicologiche quali una ridotta autostima o un distorto senso di auto-efficacia e auto-controllo. Sono questi gli elementi psicologici che ci aiutano a tagliare un importante traguardo: essere in sintonia con noi stesse e riuscire a raggiungere gli obiettivi della dieta.

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Come mantenere i risultati della dieta

Mettersi a dieta è una decisione importante perchè coinvolge e può influenzare fortemente la nostra vita. Mettersi a dieta, infatti, oltrepassa una semplice riduzione delle porzioni di cibo e include numerosi vissuti ed emozioni che la rendono a volte una battaglia vera e propria. Pensiamo a quante rinunce comporta una dieta: non possiamo concederci troppe cene o aperitivi con gli amici, bisogna tollerare il “mangiare da soli”,dobbiamo imparare a gestire la frustrazione del non avere la piena libertà di mangiare.  

Spesso queste rinunce sono un vero e proprio sacrificio che, se non tollerato o gestito adeguatamente, conduce verso l’interruzione della dieta o ad un recupero dei chili che tanto faticosamente siamo riusciti a perdere, infatti non è infrequente riprendere i chili e non a caso oramai tutte le diete prevedono dopo la “terapia d’urto” un periodo chiamato di “mantenimento”. 

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Condividere le motivazioni della dieta

Quante volte ci si ritrova a pensare che perdere peso sia un’impresa impossibile da portare a termine? Rimandiamo costantemente l’inizio della dieta o l’inizio dell’attività fisica raccontandoci mille storie e inventando mille scuse. A volte sembra che l’idea di iniziare la dieta faccia aumentare la fame e ridurre, fino ad azzerarlo, il nostro senso di sazietà. Come superare l’ostacolo dell’inizio della dieta?

I consigli per dimagrire sono infiniti e infiniti, a volte, sono i giorni che ci separano dal raggiungimento del peso forma. Sembra che fissare un giorno di inizio si riveli ancora più dannoso perchè i giorni, che precedono il fatidico giorno, si caratterizzano per mega abbuffate compulsive che possano togliere tutti gli sfizi passati, presenti e futuri. Per prima cosa direi di elimare la programmazione di inizio dieta, forse è meglio iniziare da una programmazione ben diversa.

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Motivazione a dimagrire

La motivazione in campo psicologico può essere definita come una spinta che muove la persona verso determinate azioni finalizzate al raggiungimento di uno o più obiettivi chiari e definiti. In genere negli essere umani le condotte sono il risultato di più motivazioni collegate tra loro che non sempre sono esplicite.

Per fare un po’ di chiarezza sull’argomento possiamo dividere le motivazioni in:

  • motivazioni primarie che si riferiscono a bisogni primari (fame, sete, ecc.);
  • motivazioni secondarie, sono spesso culturalmente orientate (sono cioè legate più ad aspetti culturali che biologici in senso stretto) e non sono legate alla sopravvivenza dell’essere umano.

Se quindi mangiare rientra in una motivazione primaria (fame), possiamo dire che il perdere peso rientra nelle motivazioni secondarie (avere un bel fisico, sentirsi in forma, ecc.), quando parliamo di dieta o di motivazione ad iniziare una dieta sarebbe bene riuscire a capire quali sono i motivi che ci spingono a farlo.

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L’importanza della motivazione nella decisione di mettersi a dieta

motivazione nella dieta

Portare avanti una dieta si sia, è sempre difficile, ci vuole forza di volontà, ma pare che neanche questa caratteristica basti ad assicurare il successo di un regime dietetico, il vero segreto, pare, stia nella motivazione che ha indotto ad intraprenderla. A sostenere ciò è un gruppo di ricercatori dell’Università del Kentucky e del North Carolina, in un articolo pubblicato sul Journal of Nutrition Education and Behavior.

Lo studio condotto dai ricercatori statunitensi è stato svolto con la collaborazione di 66 donne in sovrappeso e obeso, e  consisteva nell’esaminare la relazione tra motivazione, aderenza ad una dieta della durata di 16 settimane, ed effettiva perdita di peso; con un questionario i ricercatori hanno valutato, durante il periodo della dieta, la motivazione personale e la motivazione controllata, ossia quella dovuta agli altri che in qualche modo effettuano una pressione sulla scelta di mettersi a dieta.

Alla fine del periodo di dieta, i medici hanno confrontato le donne che erano riuscite a perdere almeno il 5% del loro peso iniziale con quelle che non ci erano riuscite, e hanno visto che fino alla quarta settimana la motivazione era alta per tutti e due i gruppi, mentre nelle settimane successive era rimasta tale solo nel gruppo che era riuscito a perdere peso, mentre era calata nell’altro: in pratica, la quarta settimana aveva rappresentato il momento “culmine” per capire chi avrebbe portato a termine con successo la dieta e chi no.

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